Questo finesettimana sono stata un po' in giro, con A, mia sorella e il mio probabile futuro cognato. Il celeberrimo nord-est lavoratore e produttivo, provincia di treviso e venezia. fotogramma:

i sacrari militari dei morti sul Piave della prima guerra mondiale, fagarè e nervesa della battaglia. monumenti di marmo, solenni tombe di migliaia di combattenti italiani. Il discorso di vittorio emanuele del 1915 che li sprona a combattere eroicamente quella che sarà ricordata come prima guerra mondiale. Leggerlo è rivoltante. Retorica di infima specie. Il capriccio interventista di pochi, il sangue, la fame, le storie, le mogli, i figli, le gambe, il fegato di milioni di uomini. La sensazione vedendo i loro nomi in fila sulle pareti di imbarazzo, per chi siete morti? patria, un concetto ignoto alla mia generazione.
oggi è una splendida giornata autunnale, eccezionalmente trascorsa a casa a carpineti. come sempre, quando sono qua vorrei essere a trieste e viceversa. è buffo. mi sembra di stare trascorrendo un soggiorno premio indietro nel tempo. Alle scuole superiori forse, quando era normale studiare a casa al pomeriggio.