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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcune delle immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno rimosse.
Some images are taken from the web. For any problem about this, let me know and the images will be removed
sabato, 27 ottobre 2007

cappuccino

Dopo due post semiseri torniamo al quotidiano.
Ieri sono venuta a casa a re. Ho trovato il solito caos, ma questo è normale. Io e la mamma abbiamo fatto acquisti, cioè un cappotto molto molto pesante e a prova di bora e due magliette sottiili sottili ma di micropile superpesanti, quelle che si usano sotto la tuta da sci per intenderci.
Stamattina volevo essere carina e preparare per me e mia mamma il cappuccino, sapete, con il pentolino apposta e il relativo stantuffo di plastica. Dato che in quel pentolino lì di latte ce ne sta poco, ne ho messo a scaldare un po' in un altro e poi ho acceso il fuoco anche sotto al pentolino con lo statuffo. Mentre si scaldavano ho messo sul tavolo i biscotti, le fette biscottate, la marmellata alle more di rovo, ho preparato il caffè. Poi ho sentito uno strano odore, acido,  un po' palsticone. E subito ho realizzato il pasticcio che avevo combinato: non avevo messo il latte nel pentolino con lo stantuffo di plastica. Ho aperto il pentolino e ho pensato di soffocare, mi è arrivata questa botta tossica di puzza di plastica fusa. Niente male, stavo per fare un cappuccino molto molto sostanzioso, il petrolio ha molte calorie no?
Vi mostro il risultato pentolino da cappuccino d'avanguardia.
DSCF2383Il filo che si vede è fatto di plastica fusa, secondo me è carino. Più tardi vado in paese a comprarne un altro, quello che ora è passato a miglior vita nel magico mondo delle opere di arte contemporanea era di mia madre.

postato da: ridarella alle ore 10:26 | link | commenti (1)
categorie: avventure di casa
martedì, 23 ottobre 2007

falce e carrello

ieri sera ho guardato "otto e mezzo", con ritanna armeni. e giuliano ferrara . l'ospite era  Bernardo Caprotti, il proprietario della catena Esselunga a presentare il suo libro "falce e carrello", che gia' una settimana fa avevo visto alla feltrinelli e mi aveva incuriosito. Caprotti nel suo libro sostiene la tesi che il gruppo delle Coop svolge continuamente nei confronti di Esselunga concorrenza sleale, perche' e' talmente immanicato con gli enti pubblici locali (ovviamente di sinistra) che riesce a impedire a esselunga di espandersi.  Ovviamente il programma era senza contraddittorio, a parte qualche facile domanda della Armeni nella parte di avvocato del diavolo, quindi prima di qualunque giudizio di consenso o disaprrovazione vorrei sentire la controparte (che hanno promesso di invitare "il prima possibile"). devo dire che non mi e' piaciuto per niente il commento del Caprotti "una cosa del genere poteva pensarla solo una testa di emiliano", con tono inequivocabilmente dispregiativo. Tuttavia mi ha colpito il suo atteggiamento agguerritissimo e il suo apparente profondo coinvolgimento personale, sembrava che non fosse soltanto una questione di soldi (come immagino sia in realta'), ma anche una questione personale, sembrava che dal successo di esselunga dipendesse la sua realizzazione personale. Dal programma di ieri sera mi e' rimasta curiosita' di approfondire e di farmi un'idea di quanto da una parte e dall'altra  stiano barando e quanto stiano giocando pulito. Perche' come semplice cliente devo dire che, lasciando le opposte matrici politiche a parte e considerando solo e soltanto il servizio, sono affezionata a entrambi (e ovviamente in questa citta' (!) c'e' una sola coop nordest a roiano, percio' molto scomoda, e nessuna esselunga, ci sono solo negozi microscopici senza scelta e quella catena orrenda, cara, sciagurata e disorganizzata che e' la pam.)

postato da: ridarella alle ore 09:51 | link | commenti (1)
categorie: sguardo fuori
lunedì, 22 ottobre 2007

geriatria di veleno

[Attenzione: questo post era inteso come uno sfogo dopo un pomeriggio rovinato da un'antipaticissima tizia triestina, nello scrivere ho calcato un po' i toni, perciò ne è venuto fuori qualcosa che è un po' un resoconto vero un po' un esercizio letterario. Dato che ciò che ho scritto può essere considerato non del tutto condivisibile (effettivamente sono stata molto acida, ma avevo decisamente bisogno di sfogarmi) da alcuni lettori, ho deciso di pubblicarne solo una piccola parte, ovviamente io conservo la versione intera nel mio computer. In sostanza pubblico soltanto le mie impressioni sul primo movimento della sinfonia dal nuovo mondo di dvorak. Ribadisco in toni più pacati il fatto che in questa città non mi trovo per niente bene.]




Trieste, 21 ottobre 2007, Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.
Ore 17.00-17.30 esterno del teatro. Mentre aspetto i miei amici, sotto le raffiche russe e veloci di bora osservo capannelli di anziani vestiti da messa cantata, uscire dal caffè  lì davanti ed entrare nel teatro, Uno sfoggio di cappotti, cappelli, acconciature impeccabili, scarpe lucide, mantelli ottocenteschi, ricci freschi di parrucchiera, puzza di naftalina e geriatria che pietosamente la bora mi tiene lontano. Mi viene da pensare un po' malignamente che probabilmente per loro andare a teatro è un'abitudine, ma che di musica la maggior parte di loro non saprà nulla. Mah. Intanto è ora di entrare, ci sediamo e ribadiamo tra di noi il concetto precedente.
Alle ore 17.40 è cominciato il concerto dell'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, diretto da Marko Letonja.
Pogramma.
Parte Prima:
JOHANNES BRAHMS (1833-1897)
Concerto in re maggiore
per violino e orchestra op. 77

Solista: Isabelle Faust

Applausi
Ripetute chiamate sul palco della violinista
Applausi
Piccolo bis
Applausi

Intervallo:

Non sto più nella pelle, sta per cominciare la seconda parte di concerto. Sono carichissima. Il cd l'avrò sentito qualche centinaio di volte. Dalla prima volta che ho sentito di sfuggita il primo movimento sono rimasta folgorata dalla potenza e dai colori violenti e cangianti di questa opera, dalla sua modernità, dalla sua capacità di sapere descrivere in ogni attimo le increspature del mio umore. Quest'ultima settimana ho riascoltato il cd una decina di volte per prepararmi spiritualmente a oggi.
Silenzio, torna il direttore sul palco. Come ogni  volta che sto per cominciare a suonare in pubblico un brano che mi piace, chiudo gli occhi. Il pianissimo dell'orchestra accarezza le orecchie e l'animo donando loro l'incipit di:

ANTONIN DVORAK (1841-1904)
Sinfonia in mi minore n. 9 op. 95
“Dal Nuovo Mondo”

Primo movimento: Adagio. Allegro molto

L'adagio inizia impercettibilmente a filare una trama di tensione, chi non conosce l'opera non sa che sta per essere trascinato in un unico lungo e devastante climax in quattro movimenti. Ed ecco un tripudio di archi, corni e timpani. Ancora piano, ma la tensione creata dai contrabbassi fa accelerare il battito. Chiudo e socchiudo gli occhi per paura che la musica mi travolga nella sua realtà di violini archetti e ottoni. E ancora l'eco di sonorità dell'europa orientale e il richiamo esotico di atmosfere rubate alla musica dei nativi americani, colpi vibranti di pieni d'orchestra, la traversata oltreoceano di un secolo e di un continente. Dialoghi   tra l'est e l'ovest dell'orchestra, lì, tre file più avanti. Un collage coraggioso e violento, i fiati, solitamente gregari, che trascinano gli archi, solitamente primedonne. La solennità del “tutti” . L' Atlantico che sbatte i naviganti europei sulla nuova terra. Crescendo a colpi, dolorosi, laceranti, implacabili che finalmente cessano e l'orchestra tace. Apro gli occhi. [...]

postato da: ridarella alle ore 09:50 | link | commenti (2)
categorie: trieste, sguardo fuori
venerdì, 19 ottobre 2007

icona

Ieri sera ho rivisto "Don Camillo e l'onorevole Peppone", un autentico capolavoro. Non c'è un fotogramma che non sia un'icona, ognuno di essi è una fotografia dell'Italia. Il film è un'opera schietta sulla tolleranza, un omaggio alla tolleranza. In questi tempi di difficile convivenza tra gruppi etnici e religiosi diversi è un antidoto contro le formulette "per me siamo tutti uguali ma..." che si  sentono troppo spesso nei telegiornali, ormai ridotti ad adattamenti televisivi di chiacchiere da parrucchiera. Rispetto al revisionismo tanto in voga, che nelle persone si traduce in una totale amnesia della storia, devo dire che sentire Peppone e Don Camillo che conversano con grandissima naturalezza della Resistenza fa veramente un certo effetto.
C'è un'unica nota negativa della visione del film di ieri sera: essendo su rete 4, è stato funestato da quantità di pubblicità intollerabili. Ma queste mi hanno suggerito un'idea: scegliere periodicamente la pubblicità che mi è sembrata più assurda  e trash e riportarla scritta qua. La scelta non poteva che cadere  su quella del presepe di natale con uscite settimanali: (non ricordo esattamente, appena la rivedo correggo il testo):
"l'incanto del natale, la magia dell'attesa [...] il preseps che hai sempre sognato in uscita in edicola. questa settimana san giuseppe" Non male eh? (ho scelto appositamente di non usare nessuna maiuscola perché sarebbero sprecate). I commenti si sprecano, ma purtroppo adesso devo rimettermi a lavorare. Dico solo che questa è trash sia per il prodotto (il presepe in uscita in edicola è assurdo come chiamare un bambino Sony [tenete presente che non sono in nessun modo religiosa] ), sia per il testo . Fatemi sapere cosa pensate di questa pubblicità. Un giorno si potrebbe redigere una classifica di quelle più trash.

postato da: ridarella alle ore 13:56 | link | commenti
categorie: film, storie
lunedì, 15 ottobre 2007

novita'

ONICOFAGI ANONIMI
Ebbene si', ce l'ho fatta. Per la prima volta nella mia vita ho usato le forbicine per tagliare/spuntare 4 unghie delle mani. Devo dire che e' scomodissimo perche' ho rischiato di tagliarmi le dita, ma e' un risultato importante, perche' ricordiamoci che mangiarsi le unghie e' una manifestazione di ansia. L'esito dell'impresa si vedra' con il tempo, comunque
TELEFONO
da oggi ho un telefono di casa funzionante e presto avro' anche internet.
BORA
Ieri soffiava bora e c'era un freddo pazzesco, ecco la trieste banderuola.
Devo andare a lavorare

postato da: ridarella alle ore 13:43 | link | commenti (1)
categorie: avventure di casa, onicofagi anonimi
venerdì, 12 ottobre 2007

paglia

e' veramente una sensazione orribile. quella di stare costruendo un palazzo di 50 piani su fondamenta di paglia. puoi sperare che non piova, sperare che nessuno butti un mozzicone di sigaretta nelle vicinanze. ma prima o poi succedera'. e tutto crollera' inesorabilmente, morti feriti e distruzione. la domanda che mi faccio piu' spesso da (almeno) un anno a questa parte, alla quale neanche nei momenti di relativa serenita' non mi sono mai azzardata a rispondere un no convinto: ho sbagliato mestiere?

postato da: ridarella alle ore 10:31 | link | commenti (2)
categorie: phd
mercoledì, 10 ottobre 2007

un anno

oggi c'è stata la prova scritta di ammissione al PhD in Statistical Physics, il che significa che è passato un anno (364 giorni per la precisione) da quando l'ho fatto io l'anno scorso. Non posso fare a meno di ridere. Rispetto ad alcuni ragazzi che hanno fatto l'esame oggi, la mia preparazione e il giorno del mio esame furono veramente rocamboleschi. Dico soltanto che la sera prima la cena fu gnocchi con il goulasch, tanto per stare leggeri, e la mattina dell'esame rischiai di non fare l'esame perchè io e A. prendemmo l'ultimo autobus utile per arrivare alla SIssa, ovviamente ignorando dove si trovasse e come si arrivasse. La preparazione dell'esame fu 4 giorni cui studiai praticamente da zero i rudimenti della meccanica statistica. Mah, la fortuna (?) credo che abbia contato per il 90 %. L'anno scorso viale Miramare era più o meno così (un po' più soleggiato), esattamente come oggi: (questa foto è di dicembre ma non ne avevo altre)
trieste 015



























Momento ONICOFAGI ANONIMI:
2 vittime e un ferito grave

Cambio ancora discorso: possibile che la tv pubblica si sia scordata come si fanno i telegiornali????? Ieri sera Rai1 ha aperto con servizio sulla storia dell'asilo in Lazio intervistando la gente!!! Non c'era contraddittorio, non c'era analisi critica, e soprattutto non ce ne frega niente!!!! Perchè l'hanno messa come prima notizia? Possibile che i redattori si scordano sistematicamente che oltre all'Europa e agli USA esistono altri 4 continenti che implorano di essere raccontati e studiati? Per la Volpe: dammi una buona notizia, dimmi che i tg norvegesi assumono di default che il loro pubblico abbia un 'intelligenza normale invece che quella di un moscerino della frutta!

postato da: ridarella alle ore 13:56 | link | commenti (2)
categorie: trieste, phd , sguardo fuori, onicofagi anonimi
lunedì, 08 ottobre 2007

emiliamente d'ottobre

Questo post sarà un po' strano. Lo sto scrivendo off line nell'ennessimo viaggio settimanale da casa a Trieste. Sono sull'ultimo treno (ve-ts) e sono le 19.31.
Bizzarro finesettimana. Stamattina ero a casa da sola, esattamente come sarebbe successo a Trieste.
Ieri ha diluviato tutto il pomeriggio, la sera è stata una perfetta rappresentante dell'autunno. Stamattina la luce era abbagliante, il cielo popolato da nuvole bianche e ciccione, per nulla pericolose. 
E ho fotografato la mia anima  e l'autunno. In maniche corte, l'aria pulitissima dalla pioggia di ieri, l'odore e il suono della campagna. I campi sono stati arati, dove c'era prato c'è terra mossa, diligentemente preparata a dare alla luce un altro raccolto di erba o grano. La terra è pronta per una nuova sfida, un nuovo inverno. Ogni giorno mi sembra un inizio, un momento per i buoni propositi e per un bilancio di ciò che ho alle spalle. E la natura d'autunno asseconda questo umore.
autunnoLa mia terra ho cominciato ad amarla quando  lì ho trovato qualcuno da amare e quella stessa terra ne è diventata metafora. Ho passato l'infanzia e l'adolescenza a desiderare di scappare, con la certezza incrollabile che avrei voluto il mio futuro altrove. Ora vedo ciò che di buono mi ha donato, ora certi momenti, prima immersi nel mare di ricordi, affiorano e brillano al sole. Mia nonna che mi insegna a fare la sfoglia dandomi un uovo da impastare, mentre lei ne impastava venti, avrò avuto cinque anni.
autunno 2Comincio a pensare che in questi due anni non mi abituerò mai alla partenza, mai alla distanza. Ogni viaggio di ritorno la mia mente cerca di sottrarsi alla malinconia, al dolce dolore della separazione. Però quando questi due anni finiranno dire loro addio sarà un giorno di lacrime, e tuttavia un ricordo sorridente.
autunno 3

postato da: ridarella alle ore 09:06 | link | commenti (2)
categorie: emilia, sguardo dentro
mercoledì, 03 ottobre 2007

trieste pendolare

Premessa: con la prima parte di questo post divago su un tema molto caro ai fuorisede che abitano a Trieste, cioè il sottosuolo di assurdità che regge l'apparenza tranquilla della suddetta città. Un riferimento letterario è il blog di Raffo
Gli autobus a Trieste: una ventata di ottimismo. Questa è una città nella quale la popolazione locale è composta quasi esclusivamente da anziani, i quali riempiono gli autobus pretendendo di sedersi a qualunque costo anche se hanno appena corso la Bavisela (=la maratonina di Trieste). Quindi dopo un quarto d'ora in autobus si cominciano avere crisi d'identità dubitando di essere atterrati improvvisamente in una casa di riposo. (D'estate compaiono anche orde di ragazzini che vanno al mare, ma il problema è che non si capisce niente di quello che dicono perchè parlano triestino stretto quindi in un primo momento si dubita che siano stranieri, quindi un'altra crisi d'identità, pensavo di essere in Italia.). Ma non  è tutto. Ora vengono le reali bizzarrie. L'altra mattina ero appena salita, ancora rincoglionita dall'orario (le 8 di mattina), sull'autobus, con l'umore grigionero che ha caratterizzato queste mie ultime settimane. Alzo gli occhi e vedo la pubblicità di una cosa tipo centro di aiuto alla vita. Minchia, alle 8 del mattino già mi augurate un fuori pista... Scherzo di pessimo gusto... Ma il bello è che ci hanno messo la foto di un bambino ORRENDO! Vabbè.
Ma fino a qua tutto è ancora nel limite della salute mentale. Ciò che mi preoccupa seriamente è un'altra pubblicità che c'è sulla maggior parte degli autobus. Un giorno qualche mese fa, sempre alle 8 del mattino, alzo gli occhi   e vedo un' enorme scritta: "NON FARLO". Cosa? Poi leggo meglio: cartellone pubblicitario con, oltre alla suddetta scritta, quadrettini tutti colorati con autentiche stronzate tipo "perchè la cioccolata è buona", "perchè non tutto il male viene per nuocere" etc... Quella è stata la prima volta che ho visto quella pubblicità che adesso, oltre che sugli autobus, è anche nei centri commerciali e nelle farmacie. Ma dico questi fanno la pubblicità con scritto di non suicidarsi! (E tanto di numero verde, si sa mai...) Sono completamente pazzi! Neache fossimo in un posto sperduto della siberia con 24 ore di buio! Ma che percentuali hanno di suicidi? Risultato, se un turista giudicasse la città dai suoi autobus, non potrebbe fare altro che decidere di scappare, e subito anche.


Seconda parte:
(molto rapida) Secondo voi (pochissimi lettori di questo blog) potrei avere degli iscritti se fondassi l'associazione Onicofagi Anonimi? (Per chi non lo sapesse onicofagia è l'atto di mangiarsi le unghie). Perchè per la cinquantesima volta sto provando a smettere, ma è una dipendenza molto difficile da debellare. Il bilancio attuale è 7 unghie in condizioni buone (non solo non fanno male, ma si vede anche una strisciolina bianca), 3 vittime della mia ansia autolesionista. Ce la faranno i nostri eroi?

Detto questo torno a bosoni di bogoliubov.

postato da: ridarella alle ore 13:59 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, amici, trieste, avventure di casa
lunedì, 01 ottobre 2007

finesettimanafinito

E vabbè,
mi è sfuggita di mano un'altra settimana senza che me ne accorgessi.
veramente non ho fatto apposta, ma metà settimana a casa a Carpineti e metà qua mi hanno un po' disorientato. mercoledì scorso l'ho passato tutto in viaggio. Partita alle 8.30 da casa e arrivata a trieste alle 16.30. comunque
per quanto riguarda lo studio, caliamo un velo pietoso. comunque
In questo finesettimana sono venuti a trovarmi i miei genitori e A, un cocktail letale. Ho dovuto chiedere un mutuo di calma e lucidità per evitare un delirio da personalità multiplia. I miei genitori sono stati, anche più del solito, abbondantissimi, disponibilissimi e generosissimi, mi hanno riempito la casa di quantità di cibo vino e olio impensabili. A. ha dato grande prova di pazienza e stoicismo. Non è facile gestire l'interazione di queste persone in uno spazio stretto e in modalità "vacanza". è stata una pessima idea, per tutti e quattro e mi sento anche in colpa.
ieri pomeriggio, una volta da sola, non sono riuscita  a fare niente di meglio che guardare un episodio di csi las vegas e stendere il bucato.
Ma una cosa emerge da questo caos: la mia casa si sta spostando. e quando dico casa intendo un concetto molto generale e molto profondo che ha poco o niente a che vedere con il letto dove dormo (attualmente ci sono 4 posti che soddisfano questa condizione). è il luogo delle voci e degli odori familiari, dei momenti di festa e il tempio del quotidiano. Non posso dire che sia a trieste, ma si sta muovendo da carpineti. Nell'incertezza del presente, l'unico luogo dove riesco a localizzarla è nel futuro, non so in che città e con quale colore delle piastrelle, ma sarà dove non abiterò più da sola,  e non con coinquilini tanto per dividere le spese : )  . Quando? spero presto.

postato da: ridarella alle ore 13:43 | link | commenti
categorie: avventure di casa