Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Alcune delle immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno rimosse.
Some images are taken from the web. For any problem about this, let me know and the images will be removed
stamattina mi sono svegliata in un accampamento in mezzo alla foresta amazzonica, ero ricoperta d'insetti, mi mangiavano la schiena, le cavigie le braccia e le mani. Adesso c'è solo un alveare di api che passaggia sulle mie braccia.
Maledetto prurito.
Per tornare a casa da trieste oggi ho preso 4 treni, tutti in ritardo.
- Partenza prevista da ts ore 11.47, effettiva alle 12.00. Arrivo a venezia mestre previsto per le 13.38, effettivo alle 13.57, 19 minuti di ritardo.
-Partenza prevista da mestre alle 14.10, effettiva alle 14.53, arrivo previsto a bologna alle 16.05, effettivo alle 16.52, 47 minuti di ritardo
-Partenza prevista da bologna (in origine avrebbe dovuto essere alle 16.25 ma ovviamente quello l'ho perso, sarebbe arrivato alle 17.03) ore 16.50, effettiva alle 17.05 (ecco perchè sono riuscita a prenderlo). e adesso viene il bello: arrivo previsto a reggio emilia ore 17.47.
- Ma, arrivati a modena, con già un quarto d'ora di ritardo, il treno sta fermo dieci minuti e poi la simpatica vocina del capotreno dice "questo treno da adesso è soppresso" , quindi tutti sul treno che avrebbe dovuto partire da modena alle 17.53 e che è partito effettivamente alle 18.05 . Arrivo previsto a reggio emilia 18.06, effettivo alle 18.22.
- totale 6 ore e 22 di viaggio
- 1 ora e 19 minuti di ritardo
notevole
fottuta trenitalia di sti cazzi. un' azienda marcescente di manager papponi aziendali, una disorganizzazione da armata brancaleone, un bordello sudaticcio di mazzette e raccomandazioni, una vergogna per l'italia: questi incapaci si permettono pure di aumentare le tariffe.
PS dimenticavo: ieri pomeriggio ascoltando due ciovani adolescenti triestine in autobus ho scoperto che abito a "sangio". Molto young...
Ieri sera l'abbiamo fatto davvero, abbiamo sculettato (più precisamente: "rilassiamo il gluteooooooh!")
Ok, torno un attimo indietro.
Da settembre ogni tanto vado in palestra alla lezione "total body aerobics", due volte alla settimana. Per chi non mi conosce questa notizia è irrilevante. Per chi mi conosce è sconvolgente. Teniamo presente che: non mi piacciono gli sport con tanta gente (figuriamoci poi quelli di squadra), non mi piace il ballo, non mi piace la palestra, non ho equilibrio, non ho coordinazione. Quest'anno a settembre presi la decisione che avrei dovuto fare dello sport, ma la piscina vicino a casa mia è sempre piena, perciò mi sono rassegnata all'idea della palestra. Sono andata una volta in palestra con una ragazza assidua frequentatrice e, per puro caso, mi sono ritrovata alla lezione di aerobica, perché lei andava a quella.
LA LEZIONE: Ora la lezione è strutturata più o meno in due parti: la prima di aerobica vera e propria, con lo step normalmente, la seconda di cose più statiche tipo addominali, stretching, cose che assomigliano di più allo yoga.
LE AVVENTURE DEL NOSTRO EROE: Il primo impatto appena comincia la lezione è il crik-crok delle mie articolazioni. Tutto è fatto a ritmo di musica e normalmente di un certo tipo di esercizio se ne fanno, a velocità crescente, una, due, quattro e otto ripetizioni. Data la mia coordinazione da mortadella, tipicamente arrivo a capire correttamente la sequenza giusta di passi, saltelli, piede destro avanti, calcio con la sinistra, piede sinistro sullo step, braccia avanti, etc alla... diciamo settima ripetizione, con sommo divertimento delle persone che nel frattempo ci guardano dal tapis roulant o dalle macchine infernali per il body building. (Faccio notare che questi martiri li vedi comparire in posizioni da pipistrello appiccicato a un albero per fare gli addominali). L'altro momento ameno sono gli esercizi di equilibrio: se gli altri stanno su un piede solo continuativamente diciamo un minuto, io comincio a barcollare dopo 8 secondi e di solito me la cavo appoggiandomi su due piedi almeno tre o quattro volte.
MA PERCHE'?: Notiamo che nella mia vita quotidiana, non avendo la macchina e non amando l'ascensore, faccio comunque un sacco di gradini e di strada in salita. Quindi è solo puro autolesionismo (e gusto dell'autoironia).
L'ESTETICA: Un aspetto notevole dell'aerobica è l'estetica, mi spiego, l'aerobicanda(o) standard ha il pantajazz nero a tre quarti, il reggiseno (se è aerobicanda) supercomprimitette (di solito nero, raramente bianco con gli spallini incrociati diversi da quelli della canotta) o se è un uomo il pantaloncino superevidenziapacco, la magliettina aderente nera (raramente bianca), le scarpe da ginnastica con il design opportuno, calze rigorosamente bianche con il logo della marca. Come mi presento io: ho tre pantaloni possibili, grigi ma non aderenti (di solito li uso per le pulizie), un paio rossi larghi, un paio blu brillante abbastanza evidenziaculo devo ammettere. La mie magliette: rossa del CUSB di bologna, canotta beige a contorni verdi, canotta rossa. Diciamo che nel panorama in bianco e nero si notano come il vestitino rosso della bambina di Schindler List.
Sono tuttavia giunta alla conclusione che i più fighetti sono quelli che fanno Fit-box.
MA NON BASTA: Tra gli strumenti di tortura delle lezioni di aerobica, ieri c'è stato un grande ritorno: l'elastico. Veramente mi veniva troppo da ridere dalla stupidità primordiale di quello che stavamo facendo (e stavamo pagando per fare). Un simpatico elastico da mettere attorno ai piedi (nella versione seria) e fare passetti avanti e dietro destra e sinistra o, attenzione, da tenere con una mano e tirare con l'altro, un'attività veramente profonda.
LA MUSICA: normalmente nella prima parte c'è dell'anonima musica tunze-tunze e nella seconda musica new-age da ascensore. Ieri però hanno regalato: durante la prima parte a un certo punto è partita una base tunze-tunze con il seguente testo:
sex / anytime / anywhere / right now / oh yeah
con pennellate di versi animaleschi “ah-a-a-ah”.
notevolissimo, mi scappava troppo da ridere. Mentre per la seconda parte ho apprezzato la scelta: disco di Eric Clapton con Cocaine, e altre famose, ma soprattutto “Wonderful tonight”. E lì mi sono scompisciata dalle risate, non so se qualcuno di voi ha mai ascoltato il testo di quella canzone.
Ma passiamo alle cose serie: ieri sera ho fatto il tiramisù con mezzo chilo di mascarpone, cioccolata, 4 uova. Colesterolo per una brigata di paracadutisti ormonati che non vanno in licenza da ventiquattro mesi.
Non riuscivo a installare il compilatore per Fortran. Ho risolto il problema: imparo C. Da oggi sono cominciate le avventure nelle terre di Ansi e C(retel).
ONICOFAGI ANONIMI:
ieri l'unghia dell'anulare destro ha subito un'aggressione a sangue freddo, prognosi almeno un mese prima di tornare decente. MA tutte e dieci hanno retto alla settimana scorsa, cioè alle più tremende intemperie. C'è da essere ottimisti. Oggi ho fatto un acquisto storico (dopo quello del tagliaunghie due settimane fa): la lima, con un ambiguissimo manico rosa, magari ci disegno sopra anche un fiorellino.
Consueta incazzatura televisiva e mediatica: hanno arrestato il quarto ragazzo implicato nell'omicidio di perugia. Mi hanno irritato un paio di cose:
- sul sito www.libero.it e su almeno un altro (sinceramente non ricordo se ansa, repubblica o corriere) hanno dato la notizia mettendo la foto del ragazzo che fa la faccia allucinata sul video pubblicato su youtube. Perché non hanno messo una foto dove ha un'espressione normale? A parte che secondo la legge italiana uno è innocente fino a prova contraria, comunque mi sembra un ridondante tentativo di demonizzare il ragazzo e di deformare la notizia
-al tg1 hanno parlato del video su youtube come di un video allucinato, assurdo, bla bla. Allora: quanta gente mette video stupidi su youtube? potrebbe averlo fatto da ubriaco o semplicemente per fare il cretino. mi sembra un po' avventato sottintendere l'equazione "metti un video su youtube dove fai le smorife"="potenziale serial killer, non mi stupisco che hai ammazzato una ragazza", metà della popolazione adolescente dovrebbe avere le manette.
Trasferta a Pisa I La quiete prima della tempesta
Sto scrivendo questo post in due puntate. Sono le 23.08 di mercoledì 14 novembre e domani sarà una giornata molto difficile e molto importante per il lavoro. Sono a Pisa. Ho la sensazione che si concluderà in una tragedia, ma vedremo.
Pisa mi ricorda Bologna, sarà che pullula di studenti, saranno le strade strette, le opere d'arte ad ogni angolo, le facce estasiate degli stranieri e le tante lingue che sento parlare. Il primo odore che ho sentito è stato quello di incenso, ci sono tanti, soprattutto africani, che ne vendono per strada. E poi un'aria accogliente (anche se un po' umida), locali dovunque, tra ristoranti e posti meno formali tipo kebab e pizze al taglio.
Stasera ho cenato in un ristorante qua vicino e poi ho fatto un giretto per la città. Crostini e spaghetti allo scoglio.
Peccato che non abbia mai una macchina fotografica quando serve, l'Arno che si insinua nella città lo scatterò un'altra volta. Un ragazzo (credo, ma non sono sicura, aveva la testa chinata) che scrive su un quaderno quando c'è già buio seduto sulle scalinate della chiesta a destra della scuola normale, la targa con scritto “cenacolo dei cavalieri” in penombra, il cartello della stazione di Fucecchio, il paese di Idro Montanelli, i panni stesi in un palazzo un po' decadente qua di fianco, le bancarelle con la frutta e la verdura in Piazza delle Vettovaglie alle nove di sera, via delle Belle Donne e via delle Donzelle, un'altra via Carducci. Come quando si cammina a Bologna, i portici accolgono maternamente qualunque passante. Ho un bel rapporto con i portici: non importa quanto freddo ci sia fuori o che stia piovendo o ci sia la nebbia, la prima immagine che ho di una camminata sotto i portici ha la temperatura piacevole dell'autunno, l'ora del buio, l'odore di cibo e i volti sereni della sera.
Sono le 23.24, è ora di andare a dormire, domani è una giornata importante, la prima di due prove cruciali.
Trasferta a Pisa II
Vuoto
Ieri sera, 15 novembre 2007.
è stata una giornata lunga, sono esausta. Per il lavoro non è andata né male né bene, il fatto positivo è che finalmente si è cominciato a parlare di una nuova fase, creativa finalmente.
Dopo il sollievo di una telefonata di almeno mezz'ora ho fame e ho voglia di pizza. L'esperienza della sera precedente mi suggerisce di portarmi un libro da leggere durante la cena, non riesco a guardarmi semplicemente intorno quando mangio sola al ristorante, la cosa buffa è che vicino al mio ci sono due tavoli, in ognuno un cenatore solitario: un ragazzo che legge “l'Internazionale”, una ragazza che continua a guardarsi intorno imbarazzata.
Sto camminando sotto ai portici di Borgo Stretto, c'è vento freddo, ho il cappello calato che si appoggia sulla montatura degli occhiali, le spalle strette, la mani in tasca, di là dalla strada un ragazzo sta suonando la chitarra. Cammino dritta, per stasera ho una destinazione, tornare a vedere la Torre, dopo chissà quanti anni in chissà quale gita scolastica. Passi che tradiscono i miei pensieri, i passanti probabilmente vedono i balloon uscire dalla mia testa, anche se forse non leggono quello che c'è scritto. Cammino non triste non contenta, una surreale quiete galleggia sul vuoto che mi hanno lasciato questi giorni. E la vedo la Torre, è piccola piccola, la ricordavo svettante, mi colpisce il bianco dei monumenti della piazza, assaporo la sensazione della piazza senza turisti, solo studenti in bicicletta. Cammino fino alle mura, non voglio girarmi finchè non vedo tutti i bianchi edifici in un'unica occhiata. Alla mia destra ci sono tutti i capannotti di legno chiusi, di giorno sono negozi di souvenir e cartoline. Penso che sto vedendo la Torre fuori dai suoi orari di lavoro, è gentile a farsi guardare anche se non sono né un turista né un pisano, fuori dagli orari delle bancarelle. Ripercorro la strada all'indietro, passando vicino ad alcuni edifici dell'università. Sento della musica e guardo alla mia destra, una piacevole sorpresa. In un'aula credo della facoltà di medicina si stanno svolgendo le prove di un coro gospel, stanno cantando la versione della salve regina che c'è alla fine del primo fim di sister act. A piccole dosi il gospel mi piace, sono quasi tentata di entrare (la porta è aperta) e starli ad ascoltare.
Ritorno (sul treno)
Ieri sera avrei fotografato i capannotti chiusi di piazza dei miracoli, qualche viuzza stretta, uno scorcio della porta dalla quale si vedeva il coro, un dettaglio dei movimenti all'unisono dei cantanti, i titoli della locandina de “Il Tirreno” davanti all'edicola stamattina.
Ora ascolto “Concerto Grosso” dei New Trolls finché non finisce la batteria del computer, oppure arrivo a reggio.
"Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
su, su correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
su, su correte: è l’ora di partir!
Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar..
Se avete fame guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano.
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Non pù coperte lenzuola pulite.
Non più il sapore dei caldi tuoi baci.
Solo si sentono gli uccelli rapaci,
tra la tormenta e il rombo del cannon.
Solo si sentono gli uccelli rapaci
ma la tormenta e il rombo del cannoni"
Migliaia di uomini hanno marciato sapendo di andare a morte certa. Dovremmo avere paura di marciare nel dubbio?
per una volta ho condiviso parola per parola un discorso del cardinale Tonini. Un minuto fa ad Annozero, di Michele Santoro, in pochi minuti (ripetendosi un po', ma si sa, l'età...) ha espresso tutta la sua amicizia per Enzo Biagi e anche tutto il suo sdegno per la censura subita dal giornalista. Ha esordito dicendo, prima ancora che buonasera, "lo hanno ucciso". Si è riferito alla cacciata di Biagi come a un gesto non degno di essere classificato umano. Ed è stato esilarante quando dopo la frase di Santoro "le faccio un'ultima domanda poi la lascio andare a dormire" è saltato su quasi scherzosamente offeso dicendo "non sono mica vecchio!", nonostante le occhiaie si confondessero con il contorno degli occhiali.
Come sempre il tg2 ha cadute di stile imperdonabili: a parte il tempo spropositato dedicato a berlusconi (secondo me dell'ordine di qualche minuto), dopo la strage fatta dallo studente finlandese, che fa questa specie di giornalisti? Intervista i ragazzi chiedendo loro se youtube è pericoloso, e poi intervista un professore (credo psicanalista) di Palermo che spara i soliti dieci secondi inutili di sentenze vuote. Uno dei ragazzi di cui sopra, anzi una ragazza, sosteneva che l'uso di siti come youtube va regolamentato e alla domanda del giornalista "e la libertà di internet?" risponde : " fino a na scerta..." Grazie a nome di tutti per l'accurata scelta di linguaggio, la sintesi e la profondità della risposta.
Ma dico ma i telegiornali vogliamo imparare a farli o no?
ONICOFAGI ANONIMI
Aspettatevi grandi cose...
Intanto stasera ho passato un quarto d'ora a compiere un'operazione altamente insolita e complicata per me, in compagnia di tale Deborah Sevendayslong (con la acca è più figo) colore 580, cioè darmi lo smalto alle unghie. E comunque, nonostante l'epico tentativo di non mangiarmi più le unghie che per adesso sta dando risultati incoraggianti, credo ancora che siano uno strumento inutile. Posso metterlo nell'elenco delle piccole mutazioncine genetiche che avrei in mente (se non mi dicessero che non si possono fare... mah), insieme all'eliminazione del naso, delle dita dei piedi, alla modifica della specie da mammifero a marsulpiale, molto più comodo... ok ce ne sarebbero un'altro paio ma smetto, si sa mai.
(Alla radio www.krock.it stanno dando una canzone che come incipit aveva la toccata e fuga di bach, quella famosa per organo di cui non ricordo il numero, clamorosamente sfociata in un pezzo tra l'hard rock e il metal con il cantante che mi ricorda Bruce Dickinson)
quest'anno i colori mi stupiscono, l'inverno è poco più avanti con il suo sacco di rituali, l'odore di clementine e tonnellate di foglie per terra. l'inverno è portatore di certezze, il freddo umido e pungente dell'ingresso del sottopassaggio dietro alla stazione di modena, la consapevolezza che fino alla prossima estate la vita si srotolerà ciclicamente secondo un ritmo noto, con il suo bilancio traballante di soddisfazioni e angosce. Per arrivare all'estate basterebbe chiudere gli occhi, e meccanicamente assecondare il quotidiano, se non fosse che ci sono i momenti di riposo e il pensiero e la riflessione che rendono tutto quel tempo vissuto.
In questo luogo intangibile che è il web, sento il dovere di rivolgere un pensiero a un grandissimo italiano, che di inverni ne ha visti 87, Enzo Biagi. Pare che sia in gravi condizioni. Un piccolo gigante di dignità e di fermezza, che ha affrontato con la testa alta la più grave ingiuria che un giornalista possa ricevere, la censura. Non solo per il fatto in sè, ma soprattutto perché per lui deve essere stato come rivivere l'incubo della dittatura. Deve essere agghiacciante per chi l'ha vissuta la sensazione che il monito della storia di sessant'anni fa, con il suo carico di morte e dolore, non riesca ad arrivare a due, tre generazioni dopo.
dimenticavo: consiglio per gli acquisti. Ho letto un bellissimo libro che si chiama "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer