Chi sono

Utente: ridarella

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Statistiche

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcune delle immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno rimosse.
Some images are taken from the web. For any problem about this, let me know and the images will be removed
domenica, 30 marzo 2008

(Non) storie: Hair

Ieri sera ho visto a teatro il musical di Hair.
Vidi il film qualche anno fa, carino, con una storia, un finale amaro, musica un po' troppo uniforme ma nel complesso piacevole. Soprattutto ricordo la carica anticonformista evocata dal film.
Il musical.
Dal punto di vista visivo e coreografico molto interessante. soluzioni originali per gestire il problema del testi in inglese delle canzoni (non c'erano sottotitoli ma comparivano tipo insegne luminose alcune parole chiave). Ottimo l'impatto e l'interazione con il pubblico, il musical comincia con uno dei protagonisti che passeggia sulle poltrone della platea. Gli attori hanno svolto in modo soddisfacente sia il ruolo di cantanti (un elogio alle voci femminili) che di attori e ballerini.  E poi altri spunti interessanti: attori sui trampoli, giochi di luci e ombre creati da un enorme lenzuolo, la giustapposizione adattissima tra l'uomo di vitruvio e la canzone "I got life".
Problema: si sono dimenticati di raccontare la storia (neanche particolarmente complicata) del film. Hanno fatto la scelta di limitarsi a evocare le atmosfere hippy (peraltro privandole di alcun effetto di rottura anticonformistica) in modo al limite anche un po' noioso. Ed è stata giocata malissimo la carta della musica dal vivo: vero, c'erano chitarra basso e batteria, ma, sarà stata la direzione artistica di Elisa, hanno interpretato i brani in modo totalmente estraneo alla musica anni '60. La chitarra elettrica con un suono sempre costantemente  distorto più simile al pop di Elisa che a quello di Hendrix, la batteria con un suono troppo duro, quasi da metal.
Sono rimasta tutto sommato un po' delusa.

postato da: ridarella alle ore 20:51 | link | commenti
categorie: storie
martedì, 25 marzo 2008

grrrrr....

post molto rapido per esprimere la mia più totale disapprovazione per lo slogan di una grande casa di cosmetici : "perché la bellezza è libertà!".
Ma stiamo scherzando???? mandare una pubblicità del genere su mtv cazzo mtv! a dei tredicenni ormonati ed anoressici!!!!

postato da: ridarella alle ore 20:54 | link | commenti (1)
categorie: sguardo fuori

la primavera

Sono appena rientrata dalle vacanze di Pasqua. E fuori c'è una bufera di neve.
Si è scatenata nel giro di due minuti da quando ho messo piede in casa e me ne sono accorta quando per email mi hanno detto che dovevo portarmi i vestiti pesanti perchè a trieste stava nevicando.
questa nevicata ha un suo fascino, l'unico dettaglio è che devo ancora fare la spesa.

Continuo a drogarmi di storie, mi stanno insegnando a mettere in pausa il mondo per un po' di tempo (voci italiane in questi giorni: Vitali, Camilleri, Guicciardi). E mi accorgo con piacere che, dopo mesi di silenzio comunicativo, anche la musica riesce di nuovo a narrarmi storie, di oggetti astratti, di pensiero e percezione, non persone, non luoghi, ma semplicemente matematica ed emozioni. Devo ammettere invece la mia difficoltà a confrontarmi con l'arte figurativa, purtroppo faccio molta fatica ad ascoltare le infinite storie narrate nella pittura e ancora di più nella scultura e nell'architettura.

Ora cadono grossi fiocchi pieni e pesanti, sparati in modo disordinato e arrabbiato dal vento onnipresente in questa città.

postato da: ridarella alle ore 15:43 | link | commenti
categorie: libri, storie, avventure di casa
martedì, 18 marzo 2008

requiescant in pace

un paio di stivali
un paio di jeans
vestiti
il mio maglione esistenzialista viola
biancheria
beauty case con trucchi (nuovi)
ombrello
circa 3 € in monete
2 libri della biblioteca
la pergamena della laurea triennale

HO LASCIATO LA VALIGIA SUL TRENO!!!!!











postato da: ridarella alle ore 23:32 | link | commenti (2)
categorie: libri, avventure di casa
mercoledì, 12 marzo 2008

fluttuazioni quantistiche

IL GRANDE LUNATICO OGGI E' IN BUONA!!!!

luna

postato da: ridarella alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: phd
lunedì, 10 marzo 2008

Storie: Yasmine Ghata

Con una puntualità curiosa e tuttavia del tutto casuale, nella stessa settimana ho visto "Persepolis" al cinema e letto "La notte dei calligrafi", di Yasmine Ghata. In neanche 200 pagine l'autrice narra la storia della nonna, vissuta nel pieno del '900 in Turchia. Di nobili origini, la sua vita si intreccia con la storia traumatica della nazione. Rikkat (nome della protagonista) trova nell'arte della calligrafia la sua piena realizzazione artistica, la ricerca del divino e un rifugio costante dalle vicende familiari spesso deludenti. Si fondono realtà e creature immaginarie del Corano, insieme a fantasmi lunatici del passato.
Riporto un passo dall'inizio:

"La mia morte fu dolce come la punta della canna che intinge le fibre nel calamaio, più rapida dell’inchiostro bevuto dalla carta.
Mi sono premurata di non lasciare alcun disordine dietro di me, ho messo a posto la mia vita e il mio materiale di calligrafa.
Calami, makta, divit, e il loro respiro di inchiostro erano a portata di mano, disposti in ordine di uso e dimensione, collocati alla stessa distanza uno dall’altro per prevenire gelosie e litigi. Morta io, si sarebbero scannati a vicenda. Perciò me ne andai serena, lasciando i miei utensili divenuti prolungamento della mia mano, morsa delle mie dita, compagni fedeli e obbedienti, dopo essere stati per breve tempo indisciplinati, quando la malattia e la follia si erano impossessate di me."88-07-01690-7

postato da: ridarella alle ore 17:14 | link | commenti
categorie: libri, storie
giovedì, 06 marzo 2008

Colonna sonora di questi giorni


postato da: ridarella alle ore 12:05 | link | commenti (2)
categorie: storie
mercoledì, 05 marzo 2008

Storie: Simenon

Domenica sera, sull'autobus delle 23.30, ho cominciato a leggere "Tre camere a Manhattan" di Georges Simenon. L'ho scelto in biblioteca perché mi avevano incuriosito alcuni brani che avevo sentito, letti a voce alta, in un programma alla radio.  Ieri sera l'ho finito, dopo averlo letto quasi tutto in autobus. Abituata a seguire un filo di razionalità leggendo,  forse a tratti non ho compreso certi gesti e certi pensieri dei protagonisti. è una storia che l'autore non solo fa vedere, ma anche annusare nelle centinaia di sigarette che popolano il racconto e negli altrettanti bicchieri di whisky. è la storia di due solitudini, di due naufraghi dell'europa e della maturità che si incontrano a new york. Forse il vero protagonista del romanzo è l'urgenza  lacerante di scappare da questa solitudine, che si manifesta in modo totalizzante e irrazionale nei due personaggi principali.

dimenticavo (dato che quando dici che abiti a trieste è la prima cosa che ti chiedono): da ieri soffia Bora, finalmente si respira un po'.

postato da: ridarella alle ore 10:27 | link | commenti
categorie: libri, storie