Sono stanca morta, ho lavorato più oggi qua che in una settimana a Trieste. Sarà l'effetto del boss che vuole un grafico dopo l'altro. Fortuna che stasera volevo riposarmi un po', mi toccherà lavorare anche dopo cenae sveglia all'alba domani.
Anche Roma al PdL????? Ma porca vacca
Dopo l'ecatombe elettorale, svaghiamoci.
Oggi sono andata in palestra. Ora quando si sculetta su e giù da uno step, non capisco perché tutti quanti hanno un'espressione seria. Vabè la fatica, ma alla fine della fiera stiamo sculettando su e giù da uno step, un'attività non particolarmente intelligente. Comunque. A un certo punto non ce l'ho più fatta, eravamo nella seguente situazione: una ventina di donzelle, l'istruttore sempre rigorosamente in bianco e un solo altro uomo assiduo frequentatore dell'aerobica, tutti in ginocchio davanti allo step (specifico: con le cosce in verticale e la schiena in orizzontale, così: _|- ). Dietro di noi tutte le macchine, le biciclette, il tapis roulant, i pesi, e i relativi maschioni ormonati puzzolenti e sudanti (anche loro a quanto pare a lutto, sfoggiando facce serissime da esercitazione militare e regalandoci versi di sofferenza soavi da uomo di Neandertal che solleva bilancieri). Ci teniamo sulle braccia con le mani sullo step. Appena assunta questa posizione l'istruttore ha giustamente urlato con la sua vocetta acuta e ammiccante "quelli dietro ringraziano...".... La state vedendo l'immagine già vagamente equivoca? Avete la prospettiva di tutti questi culetti al vento? Ecco, ora vi illustro l'esercizio. L'esercizio consisteva nel roteare in modo circolare il suddetto culo, prima in senso orario poi in senso antiorario. A quel punto non ce l'ho più fatta, ho dovuto scoppiare a ridere altrimenti sarei esplosa. Che bella invenzione l'aerobica, dovrebbero metterla negli spettacoli di cabaret.
Ringrazio chi mi ha mandato questa immagine come commento al post precedente:

è scritto al sacrario militare di El Alamein, presto forse territorio italiano. Speriamo che queste parole siano più lungimiranti di chi ora ci governerà.

Oggi è il primo giorno di 5 anni di agonia. Peggio di qualunque previsione. Non ho parole. Il confine acquista sempre più attrattiva. L'Italia ha deciso consapevolmente di suicidarsi. Non capisco. Non capisco la scelta di metà dei miei connazionali. Sono sconvolta e disorientata. Ma che cosa vi è passato per la testa?
Ancora poche ore e ci siamo, ancora una volta alle urne.
Dal mio punto di vista queste sono elezioni poco sentite e poco volute e perciò ho un enorme timore delle possibilli numerose astensioni.
La cosa più probabile è che voterò Di Pietro, di fatto sostenendo il PD. Il mio voto porta però con sé moltissime riserve. Vedo attorno a me un fortissimo entusiasmo per il Partito democratico, e sinceramente mi stupisce. Non riesco a vederci una particolare carica innovativa, e non riesco a credere pienamente al mito della discussione e del dialogo tra le parti più lontane del partito, come diavolo possono fare gente come la Binetti a mettersi d'accordo con l'ala più sinistra? Intendiamoci, magari potrebbero anche riuscirci, ma mi sembra improbabile. Del PD non mi dispiace la scelta di immagine, di marketing. Ma sottolineo che la percepisco non più che come una scelta d'immagine, non coltivo tante illusioni sull'eventuale sostanza di tutte quelle promesse. Ovvio che condivido i pochi punti del programma scritti nei volantini distribuiti a ogni famiglia nella cassetta della posta, ma ci sono molti punti che mancano chiassosamente. Per esempio che ne vogliamo fare delle leggi ad personam dello psiconano? Che ne vogliamo fare delle leggi sulle coppie di fatto? Eccetera eccetera. Ciò che temo di più è che, nella non troppo probabile prospettiva di una vittoria, il PD non riesca a prendere una decisa e netta decisione di laicità e di affrancamento dal Vaticano e dalle sue continue ingerenze. Non è per niente "conveniente" (e qui mi dispiace di dover usare una parola così cinica ma non posso farne a meno per esigenze di realismo) pestare in piedi a uno dei più forti poteri forti che governano l'Italia.
Ancora una volta farò la scelta di quello che è dal mio punto di vista "il meno peggio". Nel governo che sta per fare trasloco, nonostante tanta confusione e poco coraggio, ho visto comunque un barlume di serietà per quanto riguarda le politiche fiscali, la lotta all'evasione e al debito pubblico. Prodi ha sotenuto due anni di equlibrismi improbabili e ne è uscito secondo me con dignità (e sono contenta per lui che ne sia uscito, è ora che si tolga qualche sassolino dalle scarpe...).
Per me è un grandissimo rammarico dovere guardare a queste elezioni con tanta disillusione, perché è un chiaro segno di perdita quasi totale di fiducia nella politica. Ma non posso affermare di sentirmi rappresentata da una classe dirigente confusionaria, disorganizzata e irresponsabile, che pur di fare prevalere i propri biechi interessi di poltrona si permette di mandare un Paese al voto un anno sì e un anno no. La mia sensazione, del tutto criticabile e contestabile, è che la politica sia diventata totalmente miope, limitandosi a fare progetti da qui a pochi anni, facendo finta di non vedere che il nostro Paese si sta votando al suicidio dal punto di vista storico, non facendo più figli, dimenticando (o peggio, riscrivendo) la storia e accumulando debiti.
Incrociamo le dita.

Visita al sacrario di Redipuglia, 100000 soldati sepolti come schierati per un combattimento. Sono salita lentamente, senza sottrarmi all'impulso di immaginare le storie di queste persone, radunate in questo posto da un destino che li ha voluti inaspettati eroi. 22 enormi gradoni che da lontano recitano una sola parola, "presente". A un dovere, che purtroppo io faccio fatica a comprendere interamente, presenti al dolore e alla morte. Sebbene ciò che sto per dire suoni ovvio, pure mi sembra importante, anche sapendo che tra una settimana esatta saremo ancora chiamati a scrivere un piccolo brano di storia d'Italia. "Presente" in italiano significa riferirsi all'adesso in contrapposizione con il passato e il futuro. è il presente il tempo della memoria, deve esserlo prima che sia troppo tardi.
Template by splinder.com