chi indovina la novità sul mio blog? patetico gesto di ordine
ho fuso un reggiseno
il bucato è diventato tutto celeste
70°C forse sono un po' tanti
ma almeno adesso ho due paia di mutande azzurro patriottico
Per colpa di
Pesce e della SSSSiiiiiilob ieri pomeriggio in piazza hortis il cono gelato alla nutella e cioccolato all'arancia mi è esploso in mano. Quindi: Pesce, la prossima volta che ti vedo mi offrirai un gelato.
Non c'è rimasto nessuno qui a trieste, fino a domani a pranzo sarò da sola. Questa prospettiva mi toglie la concentrazione e la voglia di lavorare, pur sapendo che avrei molte cose da fare. In più il mio umore è in questo momento estremamente fragile perché ho dormito solo 5 ore e anche ascoltare una canzone sbagliata può farmi quasi piangere. Non devo pensare troppo, devo cercare luoghi pacifici nella mia mente, devo impedirmi di farmi domande, devo dormire.
Per me oggi è un giorno importante:
- esattamente 5 anni fa è cominciato un viaggio, in modo umile, silenzioso, quasi per accidente. Un viaggio con una persona che ogni giorno mi stupisce di più, un viaggio che è padre di mille viaggi su e giù per la pianura padana quasi tutte le settimane e che per me rappresenta la scoperta di quanto si può stare bene al mondo.
- oggi esce Indiana Jones 4.
Però non scriverò di questi eventi, ma come faccio spesso, di libri.
In questi giorni ho letto due libri di uno scrittore a me carissimo: "La signorina Tecla Manzi" e "La modista" di Andrea Vitali (ho letto anche altri suoi libri). Come tutti gli altri libri dello stesso autore, sono ambientati nel comasco, a Bellano, il primo negli anni '30 in pieno fascismo, il secondo alla fine degli anni '40. Partendo da piccoli misteri o da chiacchiere di popolo o da eventi non abbastanza normali da lasciare in silenzio i pettegolezzi e la curiosità delle persone, Vitali narra vicende di paese, che intrecciano le vite di tutti gli abitanti e di tutte le generazioni. è un quadro corale pervaso di ironia, di ammiccamenti al lettore come se fosse anch'egli un bellanese. Sembra davvero di essere in piazza, la maggior parte del testo è composta da dialoghi. E come in ogni piazza, si possono incontrare, spesso un po' impacciati nel loro ruolo di "autorità", il sindaco o il podestà, il prevosto, il maresciallo. La narrazione scorre fluidissima, tutta di periodi brevi e con un lessico in generale molto semplice, ma che si mimetizza con il personaggio descritto.
Purtroppo non ho molto tempo per scrivere e quindi mi devo fermare qua.
A proposito di storie: stasera vado a vedere Gomorra.
Rieccomi qua! dopo una sosta di una settimana che ho trascorso in vacanza, (fuerteventura, canarie), con il mio carissimo compagno di viaggi (e di viaggio!). Di questi giorni ricorderò le ore passate a guardare l'oceano (e il compagno di merende di cui sopra) senza pensare rigorosamente a niente. Sembra facile ma per me normalmente è impossibile. In silenzio a guardare le onde precipitarsi furiosamente sugli scogli e a sentire il vento forte addosso. E poi ad ammirare estasiata i surfisti, soprattutto quelli che fanno kite-boarding, cioè invece che avere la vela, sono trasportati da un aquilone. Non posso farci niente: le mongolfiere, le barche a vela, gli aquiloni sono ai miei occhi immagini di libertà e semplicità (quest'ultima non si applica tanto alle barche a vela però) ma allo stesso tempo di grandezza e di un dialogo, che è una rispettosa sfida, con la natura. Una settimana senza bere caffè, perché quando avevamo sonno semplicemente dormivamo. (e questo mi ha fregato, perché il caffè che ho bevuto ieri a verona di ritorno non mi ha fatto dormire per tutta la notte), sveglia con calma al mattino, a letto alle nove e un quarto perché quello ci chiedevano i nostri occhi sonnolenti). L'oceano immenso si congiunge con un paesaggio totalmente diverso: il deserto vulcanico, cioè enormi spazi ricoperti da timidi arbusti che crescono sui pendii dolci di vulcani o addirittura il deserto di dune che declina naturalmente sull'oceano. E verso spazi ancora più estremi che sono colate di lava, a vederli sembra che l'eruzione sia stata qualche mese fa, invece che 270 anni. Si sente il calore sprigionato dalla terra (circa 70°C a un metro di profondità) e non si può fare a meno di pensare che lì sotto sono sepolti interi villaggi, definitivamente annientati da 6 anni di eruzioni. Lì crescono soltanto licheni, la manifestazione più elementare in assoluto di vita vegetale.
Ci siamo concessi anche tempi molto più prosaici in spiaggia, a leggere, leggere, leggere (e dormire). E allora già che ci sono vi dico qualcosa sulla storia che mi ha tenuto compagnia (tanto ormai ci siete abiutati), che anzi ho divorato ferocemente: "Io uccido" di Giorgio Faletti. Come sapete non sono un critico e perciò scrivo solo le mie impressioni. Poche cose: per quanto riguarda la trama è estremamente avvicente, mozzafiato, una droga congegnata come una bomba a orologeria. Però mi è sembrata un collage rimescolato e ben oliato di luoghi comuni del thriller e del giallo. La scrittura: quando c'è da correre, da inchiodare il lettore sui momenti concitati l'autore sa il fatto suo (oltre che la lezione di gente come per esempio john grisham o dan brown), il problema è quando prova a fare lo scrittore profondo, da descrizioni a tutto tondo, e quando il ritmo rallenta. A quel punto semina le pagine di commenti esistenzialisti patetici, di descrizioni asettiche e inutilmente dettagliate (cosa m'interessa di sapere che marca è la fotocamera digitale che sta usando Tizio? e dell'hard disk del computer che sta usando Caio? E della marca della polo di Sempronio?) e di spiegazioni pedanti del significato delle battute dei personaggi, quando erano già chiare dal testo. Ha cercato il realismo sfornando informazioni tecniche sugli oggetti e parole in quantità industriale (679 pagine per un giallo sono un po' tantine) invece che fermarsi a scalpellare e cesellare la metà delle frasi. E poi perché infliggere al povero lettore circa 250 pagine di inseguimento?
Oggi abbiamo partecipato a un evento meraviglioso: la Magnalonga di Corlo (MO) (
www.magnalongacittadicorlo.com): 10 tappe in un percorso a piedi di 9.5 km tra vigne, cantine, stalle. Nell'ordine:
1) Gnocco fritto con mortadella+Trebbiano
2) Pasta e fagioli + Pignoletto & Lambrusco
3) Acqua
4) Gramigna con salsiccia + Lambrusco
5) Cotechino con fagioloni e salse + Lambrusco
6) Tigella con lardo+ Lambrusco
7) Formaggio Miele & Salse + Malvasia
8) Formaggio, fragole& aceto balsamico + Lambrusco
9) Bensone + Malvasia
10) Caffè e amari
con tanto di spagnoli, svedesi e tedeschi che hanno apprezzato: W l'Europa! (tutti ugualmente ubriachi)
Totale: 6 ore e venti, il meglio dell'enogastronomia modenese, colesterolo moltiplicato per un fattore dieci rispetto a stamattina e la mia prenotazione per l'anno prossimo!
PS: Per chi non sapesse cos'è la Bavisela: maratona d'Europa che si corre a Trieste (
www.bavisela.it)
Lo so che pare un po' blasfemo ma oggi sono stata in ufficio a lavorare... però a un ritmo molto rilassato.
Mentre andavo a prendere l'autobus per andare in ufficio ho visto la sfilata del corteo dei sindacati, c'erano persone che distribuivano garofani. Per la prima volta festeggiamo il primo maggio senza parlamentari che si richiamino al comunismo o al socialismo, vedremo.
Buon primo maggio a tutti!
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