Libro che ho letto tra mercoledì sera e ieri: "L'amore e lo sghignazzo" di Dario Fo (Guanda). è un libro che contiene 4 racconti ambientati in vari periodi storici e un minisaggio su alcune abitudini, vizi e virtù degli antichi Greci che normalemente non vengono studiate a scuola.
Dei racconti i primi tre sono ambientati nel medioevo e vedono le donne ricoprire il ruolo centrale della storia, la terza è ai giorni nostri e l'ultima nella Cina di inizio Novecento.
Ho approezzato il cambio di stile da un racconto all'altro (forma epistolare, narrazione al presente un po' cinematografica, stralci di conversazione solo della protagonista, narrazione al presente tipo storia che passa di bocca in bocca). Si trovano in temi tipici di Dario Fo: il sarcasmo e la denuncia sul potere costituito, l'amore potente e folle che non può fare a meno di raccontare il corpo, il desiderio, la carne e la religione. Fo richiama a una interpretazione personale, libera dalle catene imposte dal clero e dalla sua interpretazione (e censura) dei testi, La religione si fonde (o dovrebbe fondersi) con la cura del prossimo e se esiste un Dio che non disturbi troppo.
Geometrie di questa sera di giugno: