Rieccomi qua. Questa volta per parlare del libro "La collega tatuata" di
Margherita Oggero. è un giallo ambientato ai giorni nostri a Torino. La protagonista è un'insegnate di lettere a un istituto tecnico, spostata con bambina, che, a mo' di Miss Marple piemontese, si interessa all'omicidio della sua collega Bianca de Lechantin e "affianca" alla sua maniera i poliziotti nella loro indagine. Durante la narrazione si susseguono sfumandosi a vicenda parti alla terza persona e quasi flussi di coscienza della protagonista. Il romanzo è pervaso dall'ironia leggera e penetrante della protagonista, che non nasconde una forte critica alla società. Per una volta l'investigatrice non è una donna sola/single/vedova/divorziata ma anzi possiamo seguirla in tutte le sue incombenze quotidiane di spesa, lavoro, andare a prendere la figlia al corso di inglese, battibecchi col marito. L'autrice ha scelto di mettere in secondo o terzo piano il dettaglio realistico e crudo sul delitto (le immagini sono quelle riportate dai giornali) e preferisce concentrarsi benevolmente sui pettegolezzi e i commenti acidi. I pensieri della protagonista sono trapuntati da citazioni letterarie, comprensibile deviazione professionale da prof.