Ancora per qualche giorno non riuscirò a mettere foto sul blog (ne abbiamo fatte più di 2000 comunque!).
Porto a casa da questo viaggio ricordi, immagini ed emozioni che credo rivedrò nella mia mente innumerevoli volte sorridendo, anche un po' nostalgicamente. Ma ho visto anche aspetti inquietanti, ai miei occhi un po' barbari, della Grande Mela (ma credo comuni a tutto il paese) per i quali la prospettiva di abitare a lungo negli USA mi sembrebbe inaccetabile.
Qualche istantanea (ho troppo sonnno per perdermi in discussioni profonde):
IL 3 % DELLE COSE CHE MI SONO PIACIUTE
- Ellis Island, l'isola dove arrivavano gli immigrati con le navi. è il luogo che mi è sembrato più pregno di memoria, con i suoi milioni di storie e di sogni. Quei luoghi non sono soltanto portatori di storia, ma sono simboli potenti, vedendo come ci hanno trattato alla frontiera, cioè da criminali prima che da turisti (siamo schedati con tanto di impronte digitali [questo andrebbe incluso nella sezione sotto]).
- I musical di Broadway (un esilarante Frankenstein Junior e un potentissimo Fantasma dell'Opera)
- Staten Island: un'isola appartenente a NYC bistrattata e dimenticata dagli altri distretti, tutta colline e verdissima. Migliaia di villette con la bandiera americana in giardino (uno shock per un italiano) e il bizzarro Richmond Village. Lì c'è una chiesa (piuttosto antica per gli standard del nuovo mondo, 1708) che è stata "ristrutturata" ultimamente: l'hanno completamente svuotata, tolto il pavimento, spostato qualche resto umano, rifatto le fondamenta, risepolto i resti umani, fatto l'impianto di riscaldamento, già che c'erano anche quello di condizionamento, tolto le decorazioni pittoriche arancioni originali (per il loro gusto erano troppo scure [se entrano in una chiesa romanica allora si suicidano]), una bella mano di bianco su tutte le pareti ed è fatta! per non parlare degli altri edifici "d'epoca" (al massimo 250 anni): siccome erano un po' sparpagliati per l'isola (essendo soprattutto fattorie mi sembra anche comprensibile) e comunque disturbavano il nuovo tracciato della strada che stavano costruendo, hanno ben deciso di prenderli, caricarli su un camion e rimetterli per terra tutti vicini. Durante questa mirabile operazione si sono accorti che un cesso (cioè intendo il capannotto che una volta si costruiva fuori dalle case) era dello stesso colore della casa appartenuta un tempo a un ricco commerciante e hanno pensato bene di metterli vicini perché sembravano fatti apposta. In Europa ci accontentiamo di abbinare una borsetta a un paio di scarpe.
- L'acqua gratis dappertutto, al ristorante e nelle fontanelle per strada. Comunque gli autoctoni bevono solo birra e bevande zuccherate, perciò per loro l'acqua non è un business.
- I quartieri ispanici, con la campagna elettorale di Barack Obama in spagnolo: "Sì, se puede" e "La piccola Odessa", un quartiere a forte maggioranza ucraina ad Coney Island, sembra di vedere i vecchi quartieri di Berlino Est.
IL 2 % DELLE COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE
- La gita alla Statua della Libertà: i controlli all'ingresso sono terribilmente più severi che quelli in aeroporto, sono imbarazzanti, umilianti. Una gita liberticida.
- L'uso dissennato, folle, scriteriato, consumistico e pericoloso dell'aria condizionata, ovunque. Un esempio: dentro le fermate della metropolitana c'erano sempre più di 30 °C, dentro i treni 20° ma più spesso 18°C. (A questo aggiungiamoci un uso costante del ghiaccio in qualunque bevanda).
- La mancia praticamente obbligatoria del 15 % ai camerieri: vi sa proprio così fatica metterla direttamente nel conto?
- L'Hotel Newton a Manhattan, si viene trattati da pezzenti e ladri, sommersi da una diffidenza fredda e tagliente vestita dal sorriso ipocrita dell'impegato alla reception.
- La pubblicità della Guardia Nazionale al cinema (scaricabile da
qui), un esempio tra infiniti della prosopopea retorica, nazionalista e spietata con la quale chi comanda convince i cittadini che la guerra sia una cosa buona e giusta (un'illuminante lettura, che forse qualche italiano ignora o sta dimenticando, si trova
qui).