Chi sono

Utente: ridarella

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Statistiche

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcune delle immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno rimosse.
Some images are taken from the web. For any problem about this, let me know and the images will be removed
giovedì, 25 settembre 2008

Napalm

Ho deciso quale sarà il mio prossimo hobby: voglio fare esplodere cose. Non prendetemi subito per terrorista: intendo fare esplodere cose non più ricicabili in mezzo a spazi ampi e deserti così non faccio nessun danno. Voglio farlo per sfogare il mio continuo stress, l'ansia e distruggere simbolicamente il caos informe che producono a roma ogni giorno (per roma intendo tutta la politica italiana in senso lato [ho appena visto la russa in tv]). E se mai riuscirò a concludere il lavoro che sto facendo inscatolandolo in un  articolo assolutamente trascurabile, ne voglio stampare centinaia di copie, riempirle di esplosivo e sentirle urlare mentre vengono lacerate dalla deflagrazione, mentre mi godo la vista e il calore del fuoco e vederle scarventate lontano, distrutte, morenti. A disintegrarsi e a bruciare avidamente insieme alla carta voglio che siano l'angoscia, la sorda e opprimente sensazione di ignoranza incurabile, il rigetto profondo per lo stesso fottuto argomento su cui lavoro da dieci mesi, il dubbio costante e affilato di essere nel posto sbagliato a fare cose sbagliate e lo spettro dell'inadeguatezza che mi si è appiccicato addosso come un'ombra. 
Questa è il mio bilancio di emozioni dopo un anno di lavoro di  ricerca.


esplosione

postato da: ridarella alle ore 21:25 | link | commenti (1)
categorie: phd , sguardo dentro
sabato, 20 settembre 2008

Ops...

Temo di avere spedito 5 cartoline di Benasque al sindaco di Benasque.
Cioè mi spiego.
D'accordo siamo nell'era di Internet. Ma si dà il caso che cinque studenti del PhD in Statistical Physics (me inclusa) abbiano l'insana abitudine di spedirsi cartoline dai luoghi di conferenze, scuole e workshop. Quindi oggi ho comprato le cartoline (una anche per mia nonna, la quale non ha ancora capito "che mestiere faccio" e quindi sarà ancora più spaesata a vedere che mi mandano in alta montagna [penserà che faccio il pastore a questo punto]),  i francobolli e le ho scritte.
Ho girato un po' ma non ho visto posti dove imbucarle. Sospettando che sarebbe stata una cosa lunga sono tornata all'abergo a depositare i risultati del mio shopping turistico/compulsivo e poi sono andata all'ufficio del turismo, che stava chiudendo. Mi hanno gentilmente detto che potevo imbucare le mie cartoline nella piazza della chiesa, nella quale a parte la chiesa, due turisti, quattro panchine e una cassetta rossa dove depositare le cacche dei cani portati a passeggio non ho trovato niente. Non mi sono scoraggiata, ho girato un po' intorno, ho fermato un'autoctona e le ho chiesto col mio spagnolo maccheronico un luogo per le mie cartoline e lei giustamente mi ha detto alla posta, la quale posta si dovrebbe trovare nella piazza della chiesa. A quel punto mi è venuto in mente che la posta potesse essere la cosa che tiene su tutta una grande impalcatura edile e infatti dietro a tutte le reti ho trovato un portone, ovviamente chiuso, con scritto qualcosa tipo "Correos". Ma niente buca delle lettere. Di fianco c'è un altro portone, suppongo del municipio, con di fianco due bacheche con tutti gli avvisi del comune e, magia, nel portone c'era una buca per le lettere. Secondo voi era quella della posta diretta al comune o quella dell'ufficio postale? Ho fiducia nell'Assessorato agli Stranieri Imbranati di Benasque.

postato da: ridarella alle ore 20:33 | link | commenti
categorie: viaggi, trieste
mercoledì, 17 settembre 2008

Cosa succede a stare soltanto con dei fisici

Cosa succede alla fine di una cena con dei fisici dopo avere bevuto vino rosso a 13 gradi e mezzo... che si usa l'espressione "stochastic assignment of a role in a group of children" per spiegare in inglese il significato della parola italiana "conta".

postato da: ridarella alle ore 01:38 | link | commenti (1)
categorie:

Due immagini

Ecco una foto scattata a Coney Island, è una bancarella del luna park dove le persone sparano con una specie di fucile vernice addosso a un tizio, un bersaglio vivo (live target appunto). La scritta "shoot the freak" è un po' difficile da tradurre, a me è venuta in mente questa: "Spara al diverso", does it fit?

nyQuesta invece è una foto di Benasque, il paesello dei Pirenei dove sono ora:

ben

postato da: ridarella alle ore 01:13 | link | commenti
categorie: viaggi, phd
domenica, 14 settembre 2008

Commento a latere

Questi fisici fanno a gara a chi ce l'ha più piccolo, il portatile intendo.

postato da: ridarella alle ore 20:44 | link | commenti (2)
categorie: nerd, phd

Benasque

Giusto per non rischiare di mettere troppe radici, dopo una tranquilla sveglia stamattina alle 5 meno un quarto, alle 8 e mezza di sera mi sono ritrovata a Benasque, ridente paesello sperduto sui Pirenei, dentro un pullman di fisici.
Anche se non c'è ufficialmente, moralmente c'è una differenza di fuso orario almeno di due ore tra l'Italia e la Spagna: stamattina a Barcellona ho fatto colazione alle 9 e non c'era un'anima in giro.
Comunque ora sono distrutta (e fuori ci saranno sì e no 10 °C, con un bel vento gelido cugino di secondo grado della Bora).
Dimenticavo: non mi era mai successo di prendere un aereo di linea (Iberia) con a bordo 7 passeggeri compresa me. Alla faccia di Alitalia che non ha più i soldi per il carburante.

postato da: ridarella alle ore 00:09 | link | commenti
categorie: viaggi, phd
lunedì, 08 settembre 2008

Qualche impressione

Ancora per qualche giorno non riuscirò a mettere foto sul blog (ne abbiamo fatte più di 2000 comunque!).
Porto a casa da questo viaggio ricordi, immagini ed emozioni che credo rivedrò nella mia mente innumerevoli volte sorridendo, anche un po' nostalgicamente. Ma ho visto anche aspetti inquietanti, ai miei occhi un po' barbari, della Grande Mela (ma credo comuni a tutto il paese) per i quali la prospettiva di abitare a lungo negli USA mi sembrebbe inaccetabile.
Qualche istantanea (ho troppo sonnno per perdermi in discussioni profonde):
IL 3 % DELLE COSE CHE MI SONO PIACIUTE
- Ellis Island, l'isola dove arrivavano gli immigrati con le navi. è il luogo che mi è sembrato più pregno di memoria, con i suoi milioni di storie e di sogni. Quei luoghi non sono soltanto portatori di storia, ma sono simboli potenti, vedendo come ci hanno trattato alla frontiera, cioè da criminali prima che da turisti (siamo schedati con tanto di impronte digitali [questo andrebbe incluso nella sezione sotto]).
- I musical di Broadway (un esilarante Frankenstein Junior e un potentissimo Fantasma dell'Opera)
- Staten Island: un'isola appartenente a NYC bistrattata e dimenticata dagli altri distretti, tutta colline e verdissima. Migliaia di villette con la bandiera americana in giardino (uno shock per un italiano) e il bizzarro Richmond Village. Lì c'è una chiesa (piuttosto antica per gli standard del nuovo mondo, 1708) che è stata "ristrutturata" ultimamente: l'hanno completamente svuotata, tolto il pavimento, spostato qualche resto umano, rifatto le fondamenta, risepolto i resti umani, fatto l'impianto di riscaldamento, già che c'erano anche quello di condizionamento, tolto le decorazioni pittoriche arancioni originali (per il loro gusto erano troppo scure [se entrano in una chiesa romanica allora si suicidano]), una bella mano di bianco su tutte le pareti ed è fatta! per non parlare degli altri edifici "d'epoca" (al massimo 250 anni): siccome erano un po' sparpagliati per l'isola (essendo soprattutto fattorie mi sembra anche comprensibile) e comunque disturbavano il nuovo tracciato della strada che stavano costruendo, hanno ben deciso  di prenderli, caricarli su un camion e rimetterli per terra tutti vicini. Durante questa mirabile operazione si sono accorti che un cesso (cioè intendo il capannotto che una volta si costruiva fuori dalle case) era dello stesso colore della casa appartenuta un tempo a un ricco commerciante e hanno pensato bene di metterli vicini perché sembravano fatti apposta. In Europa ci accontentiamo di abbinare una borsetta a un paio di scarpe.
- L'acqua gratis dappertutto, al ristorante e nelle fontanelle per strada. Comunque gli autoctoni bevono solo birra e bevande zuccherate, perciò per loro l'acqua non è un business.
- I quartieri ispanici, con la campagna elettorale di Barack Obama in spagnolo: "Sì, se puede" e "La piccola Odessa", un quartiere a forte maggioranza ucraina ad Coney Island, sembra di vedere i vecchi quartieri di Berlino Est.

IL 2 % DELLE COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE
- La gita alla Statua della Libertà:  i controlli all'ingresso sono terribilmente più severi che quelli in aeroporto, sono imbarazzanti, umilianti. Una gita liberticida.
- L'uso dissennato, folle, scriteriato, consumistico e pericoloso dell'aria condizionata, ovunque. Un esempio: dentro le fermate della metropolitana c'erano sempre più di 30 °C, dentro i treni 20° ma più spesso 18°C. (A     questo aggiungiamoci un uso costante del ghiaccio in qualunque bevanda).
- La mancia praticamente obbligatoria del 15 % ai camerieri: vi sa proprio così fatica metterla direttamente nel conto?
- L'Hotel Newton a Manhattan, si viene trattati da pezzenti e ladri, sommersi da una diffidenza fredda e tagliente vestita dal sorriso ipocrita dell'impegato alla reception.
- La pubblicità della Guardia Nazionale al cinema (scaricabile da qui), un esempio tra infiniti della prosopopea retorica, nazionalista e spietata con la quale chi comanda convince i cittadini che la guerra sia una cosa buona e giusta (un'illuminante lettura, che forse qualche italiano ignora o sta dimenticando, si trova qui).

postato da: ridarella alle ore 23:01 | link | commenti (2)
categorie: viaggi
domenica, 07 settembre 2008

Sono tornata!

Rieccomi qua! Appena riesco a recuperare le foto (ora non le ho io) aggiornerò il blog con alcune immagini del viaggio. 
In poche parole, ottimo viaggio, New York mi è piaciuta moltissimo, ma sono contenta di essere tornata in Europa, e di starci.

postato da: ridarella alle ore 20:27 | link | commenti (1)
categorie: viaggi