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Fino a ieri a Trieste c'era un cinema, l'Excelsior, all'inizio di Viale XX Settembre con due sale, una grande e una piccola, specializzato in film d'essai o produzioni poco conosciute. Là ho visto molti bellissimi film, non solo alla sera ma anche al pomeriggio. è anche stato sede di Trieste Film Festival per molti anni. Le Generali (quelli delle assicurazioni) non hanno rinnovato il contratto d'affitto e, nonostante una grande partecipazione alla raccolta firme per evitare il peggio, il cinema ieri ha proiettato i suoi ultimi spettacoli.
Sabato scorso ho fatto in tempo a vedere "Valzer con Bashir" e, con una tristezza indescrivibile, mercoledì è stata l'ultima volta che ci sono andata: "Milk" (splendido film con Sean Penn). Una degna conclusione.
Si chiude un ciclo, Trieste cambia. Dopo più di due anni questa città non è ancora riuscita a conquistarmi, mi sento ancora e sempre di più una straniera, ma all'Excelsior mi ero affezionata, luogo di piacevolissime discussioni sul cinema e sulla storia, di ritrovo con carissimi amici.
Ieri si sono celebrati dieci anni dalla morte di Fabrizio De André.
Lo ritengo uno dei massimi artisti della nostra storia, laddove per storia intendo quella con la S maiuscola e per massimi artisti intendo tra gli altri Dante Alighieri, Michelangelo e Catullo. Ma tutti lo conoscete, non c'è bisogno che mi dilunghi oltre a elogiare la sua figura altissima.
"Che tempo che fa", insieme a tantissime radio, ha dedicato una puntata speciale a Faber. Ci sono stati momenti decisamente poco lusinghieri (tipo il cattivo gusto di piazzare Lorenzo Jovanotti al cimitero di Spoon River a farfugliare il Suonatore Jones, invitare Tiziano Ferro, Samuele Bersani conciato da Crozza-che-imita-Marzullo e forse anche un po' ingrassato, Antonella Ruggiero che continua a clonare indefessa il suo modo di urlacchiare) accostati invece a emozioni intense.
Dal punto di vista strettamente musicale le canzoni che ho preferito per arrangiamento e interpretazione (nella versione originale con la voce di De Andrè sono tutte capolavori insuperati) sono state Girotondo, cantata da Roberto Vecchioni con un coro di ragazzi, una superba Via del Campo cantata da Gianna Nannini e animata da interventi stupendi di chitarra elettrica, la classica Bocca di Rosa arrangiata e eseguita dalla PFM, La città vecchia con la voce di Vinicio Capossela, Inverno (fatta da Franco Battiato).
Un discorso a parte secondo me merita "Crueza de ma". è stata l'ultima canzone della serata eseguita da Cristiano de André e Mauro Pagani su un piccolo palco spoglio nel Porto Antico di Genova, accompagnata acustica da due (specie di) chitarre che non so come si chiamano. Dico un discorso a parte primo perché Cristiano è il figlio e Mauro Pagani è stata una figura vicinissima a Faber, ma soprattutto perché la sobrietà, la serenità e allo stesso tempo l' intensissima tensione emotiva dell'esecuzione hanno evocato la solennità di una celebrazione. Come se se ne fosse andato ieri l'altro invece che dieci anni fa.
Non so descrivere la commozione degli ultimi minuti quando il porto di Genova ha salutato Fabrizio de Andrè, il massimo omaggio che un porto, e quindi una città, possano tributare a un uomo di mare.
L'amore con cui ascoltiamo, viviamo e cantiamo la sua musica mi dà molta speranza, rammentandomi della potenza della Memoria, laica, umana, viva.
Da domani troverete il mio articolo sull'arxiv. Ieri l'abbiamo finalmente sottomesso. Se ai referee va bene (a meno di piccole correzioni) è la fine di un incubo lungo un anno e due mesi.
Sono state depositate più di un milione di firme per il refendum contro la legge Alfano.
Da due giorni non ho voce e mi ritrovo a esprimermi a gesti o limitandomi a bisbigliare parole chiave per farmi capire. Mi rendo conto di quanto sono dipendete dal linguaggio orale di contro a quanto sia incapace di esprimermi con la gestualità del corpo. Assurdamente il mondo dei linguaggi di internet rimane sempre accessbile, mentre quando vorrei comunicare con qualcuno che mi è fisicamente vicino è come se fossi relegata in un luogo isolato dal resto.
Heidelberg è una cittadina molto gradevole, con le sue strade colorate e i caffè molto accoglienti.
Sto per fare merenda con il vin brulé.
Godetevi questo: