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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcune delle immagini contenute sono prese dal web. Per qualsiasi problema fatemi sapere e verranno rimosse.
Some images are taken from the web. For any problem about this, let me know and the images will be removed
lunedì, 30 marzo 2009

Contaminazioni

Ho passato la serata in modo abbastanza insolito: a fare garganelli e tagliolini all'uovo e ad ascoltare la diretta di krock. Essendo la prima volta che mi cimentavo con i garganelli, l'unico modo che mi è venuto in mente per arrotorarli è usare una bacchetta del ristorante cinese.
La colona sonora si è mantenuta altrettanto anticonvenzionale: brani sconosciuti di artisti italiani (alcuni famosi) degli anni 60-70, spaziando dal primissimo Pino Daniele, a un brano assolutamente geniale di Pippo Franco (America), e, tra gli altri, Giorgio Gaber e Skiantos.


garganelli

postato da: ridarella alle ore 22:53 | link | commenti
categorie: avventure di casa

"è un giorno di vergogna per l'Italia"

In queste ultime settimane sto scrivendo pochissimo sul blog, e quelle volte che scrivo è per esprimere preoccupazione e profonda angoscia per l'attualità del nostro Paese. Sarò noiosa, mi dispiace. Ma  secondo me questa fase storica è di emergenza democratica ed è pericolosissima. Riporto l'editoriale di Guardian (che potete trovare qui ):
"

"It is a day of shame for Italy"

The Guardian: Italy, Fascism’s shadow

L'editoriale del 30 marzo del prestigioso quotidiano inglese The Guardian

Silvio Berlusconi's central objective as Italian prime minister has long appeared to be dazzlingly and shamelessly obvious. Ever since he strode into the political vacuum created in 1993 by the simultaneous government corruption scandal on the right and the collapse of Italian communism on the left, Mr Berlusconi has used his political career and power to protect himself and his media empire from the law. During the longest of his three periods as prime minister, Mr Berlusconi not only consolidated his already strong grip on the Italian media industry - he now owns around half of it - but passed legislation granting him immunity from prosecution. Then, when that law was ruled unconstitutional, the newly re-elected Mr Berlusconi brought it back in a new guise last year and has had it successfully signed into law.

Mr Berlusconi's success owes something to his own audacity and quite a lot to the deepening weakness of his opponents. The Italian left, in particular, has failed to mount an effective opposition. Yet Mr Berlusconi's latest action - the merger into his new People of Freedom bloc, completed yesterday, of his own Forza Italia party with the Allianza Nazionale which derives directly from Benito Mussolini's fascist tradition - may leave a more lasting mark on Italian public life than anything else the populist tycoon has done.

Unlike postwar Germany, postwar Italy never properly confronted its own fascist legacy. As a result, while neofascism has never seriously resurfaced in Germany, in Italy there were important continuities - inherited Mussolini-era laws and officials and the postwar rebirth of the renamed Fascist party among them - in spite of Italy's nominally anti-fascist public culture. Those continuities have just become stronger. It is a day of shame for Italy.

Nevertheless, the AN has come a long way in 60 years. Its leader, Gianfranco Fini, has discarded the old political garments and led his party towards the centre. He has worked for more than 15 years as Mr Berlusconi's ally. He talks about the need for dialogue with Islam, denounces antisemitism, and advocates a multi-ethnic Italy - positions which Mr Berlusconi, with his populist anti-gypsy and anti-immigrant campaigns and his fondness for soft-core racism, would struggle to match.

Despite its distant liberal origins, modern Italy is historically a rightwing country. Yet it is a very shocking thought that there will be one head of government among the 20 world leaders at the London economic summit this week who has now rebuilt his political base on foundations laid by fascists and who claims that the right is likely to remain in power for generations as a result."

Libri & Film: consiglio "L'eleganza del riccio" e "Fortapasc".

postato da: ridarella alle ore 16:20 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 18 marzo 2009

Gr..................!!!!!!!

Sono indecisa. Se commentare io direttamente le parole di Ratzinger o riportare l'opinione di uno stimato giornalista. Nel primo caso lo svantaggio è che potrei non riuscire a contenermi e versare addosso ai miei poveri lettori fiumi di parolacce. Il vantaggio è che se lo leggesse qualche porporato forse mi scomunicherebbe. Il che non mi dispiacerebbe affatto. Infatti vorrei sapere se esiste un atto formale riconosciuto dalla Chiesa con il quale uscire ufficialmente dalla Chiesa cattolica, sbattezzarsi, scomunicarsi, scresimarsi. Ora sono pronta a farlo, fino a qualche anno fa non lo ero.
Volendo essere estremamente sintetica posso usare un solo aggettivo per qualificare le parole di Ratzinger: criminali.
Comunque, dato che mi sta già salendo un'incazzatura fumante a pensare alle stronzate pronunciate in africa dal cattoboss-dei-cattoboss, riporto da voglioscendere il commento di Pino Corrias:
"
“Non usatelo, Dio non vuole”. Dio? Quanto vale quel dio e quanto valgono le parole di papa Ratzinger contro l’uso dei preservativi? Mille morti? Diecimila? E quanti futuri ammalati nel mattatoio Africa, un milione? Dieci milioni?
Ma in quale orribile Dio crede questo papa tedesco? Un Dio capace di barattare l’uso di un sacchetto di plastica (il terribile “preservativo”) con la sofferenza di donne, uomini, bambini disidratati dal male, uccisi lentamente, notte dopo notte, mese dopo mese, nei tuguri e nei cronicari, tra la polvere dei villaggi?

Il solo dio capace di tanta vanitosa crudeltà è l’uomo. Peggio ancora se bianco. E ricco. E padrone delle vite altrui. E servilmente servito, nutrito, riscaldato. E talmente tormentato dall’ossessione sessuale, di maschio padrone dei mostri notturni, da attribuirla alla propria proiezione celeste, come se da quella siderale distanza, un qualunque dio si chinasse a controllare, oltre ai sentimenti di uomini e donne, anche le tecniche dell’amore, le posizioni, le intenzioni, frugando tra le lenzuola fino all’ultima verifica, al confine tra i sommersi e i salvati: il lattice del preservativo.

E’ lo stesso dio dis/umano che permette la fame, la guerra, la malattia. L’infelicità dei nati storpi. Le multiple ignoranze e crudeltà che consentono di lapidare una donna, riabilitare un tale Williamson, il vescovo che se ne frega dell’Olocausto, e poi naturalmente di fulminare gli omosessuali, sterminare i miscredenti, bruciare, imprigionare, distruggere. Ma che trova sempre il tempo - tra le fiamme del mondo, quando viene sera - di scendere tra noi, controllare quel pezzetto di plastica (“guai a voi”), sfilarlo, e poi godersi le conseguenze, declinate in milioni di pianti e vite.

"

postato da: ridarella alle ore 19:06 | link | commenti
categorie: storia
venerdì, 13 marzo 2009

Si avvicina (la dittatura)

Riporto da Micromega il documento diffuso dalla Giunta dell'Unione Camere Penali:

"SICUREZZA: EMERGENZA O VOGLIA “D’ORDINE”?
I dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno danno conto di una costante e progressiva diminuzione del fenomeno criminale sin dal secondo semestre dell’anno 2007.
Nell’anno 2008 gli omicidi volontari sono al minimo storico, i furti sono diminuiti del 39,72% rispetto all’anno precedente, le rapine del 28,8%, l’usura del 10,4%, la ricettazione del 31,6%, il riciclaggio del 5,8%, le minacce del 22,1%; diminuiti anche estorsioni e danneggiamenti.
Sempre gli stessi dati ci dicono che anche i reati di violenza sessuale sono diminuiti: -8,4%. Non solo, la maggior parte degli “stupri” si consuma entro le mura domestiche: i dati relativi al 2007 ci dicono che il 69,7% è opera di partner, il 17,4% di un conoscente e solo il 6,2% è opera di estranei.

La sicurezza delle persone è dunque oggi maggiormente assicurata rispetto al passato e se un bisogno di sicurezza emerge esso sta nell’assicurare la tutela delle donne dalle offese delle persone a loro più vicine.

EPPURE
  • dalla primavera scorsa l’“emergenza sicurezza” occupa pressoché interamente l’agenda del parlamento ed in nome della sicurezza si sono varate, spesso con il beneplacito dell’opposizione, norme, quali l’“aggravante di clandestinità”, di intollerabile eccezionalità rispetto al sistema dei valori costituzionali;
  • dalle pagine della stampa uomini politici di più parti, cogliendo a pretesto dolorosi fatti di cronaca, si lanciano in scriteriati attacchi all’indipendenza dei giudici, invocano di sostituirsi ad essi per comminare solo carcere per legge agli indagati, e per legittimare le proprie istanze confondono le carte e deliberatamente promuovono per “certezza” della pena ciò che altro non è che “certezza della anticipazione di una pena” ancora tutta da decidere, sacrificando il valore costituzionale della presunzione di non colpevolezza;
  • in nome della sicurezza il governo approva un decreto che rischia di agevolare l’istinto dei cittadini a dar sfogo ad insane voglie di ritorsioni, sminuendo l’operato delle forze dell’ordine, impone la totale privazione della libertà personale degli indagati per pericolosità presunta senza che nessun giudice l’abbia realmente accertata, invoca l’eliminazione delle misure alternative al carcere laddove è noto che esse “disincentivano” la recidiva in misura di gran lunga superiore alla detenzione;
  • in nome della sicurezza, il governo chiede oggi ai medici di violare il “giuramento di Ippocrate”; sollecita le vittime di reato a divenire delatori pena la perdita di legittime facoltà; impone ai detenuti il sacrificio di diritti umani elementari; introduce una sorta di schedatura in ragione della “diversità” di chi, per scelta o per necessità, non ha stabile dimora; utilizza norme di dubbia legittimità costituzionale, quali i delitti di apologia e di istigazione, come pericoloso strumento di limitazione del diritto di libera associazione e di libera manifestazione del pensiero.
Se i dati del Ministero dell’interno non dicono il falso, le pretese misure sulla sicurezza dei cittadini, talune delle quali avallate dalla stessa opposizione (che in passato ha “cavalcato” secondo modalità analoghe l’esigenza sicurezza), costituiscono un inganno ai danni dei cittadini medesimi e, lungi dal garantire più sicurezza celano, soltanto una forte voglia di “ordine pubblico” a tutti i costi.

A fronte di una simile impennata autoritaria, cui fa da emblema la proposta reintroduzione del delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
  • sottolinea come sia compito dello Stato farsi carico della sicurezza dei cittadini, ma come sia per converso contrario all’etica della politica strumentalizzare lo strepitus suscitato da pur odiosi fatti di cronaca per ragioni di sola propaganda,
  • ricorda che lo Stato forte non è quello che viene meno al rispetto dei valori costituzionali del processo penale, ma è tout court lo stato di diritto, che applica severamente le regole esistenti e che garantisce la certezza della pena non con una condanna preventiva ed aprioristica, ma con un percorso processuale di ragionevole durata senza alcun sacrificio delle regole di accertamento dei fatti. Processi di piazza e processi esemplari (concetti che per molti versi coincidono) sono fenomeni che rischiano di sfuggire di mano, e di politici apprendisti stregoni la storia fornisce fulgidi esempi,
  • esprime tutto lo sconcerto e lo sdegno dei penalisti italiani per le norme regressive ed illiberali adottate dal Governo e per quelle attualmente in discussione in Parlamento,
  • ribadisce ancora una volta la propria assoluta indisponibilità a consentire la continua lesione dei diritti costituzionali dell’individuo, la sistematica opera di devastazione del sistema penale e la crescente compromissione delle garanzie nel processo ad opera di interventi legislativi estemporanei ed emotivi, dettati dal clamore assunto da isolati, seppure gravi, fatti di cronaca e privi di qualsivoglia utilità e di garanzia in termini di “certezza della pena”,
  • fa appello al Presidente della Repubblica, al Governo, ai Presidenti di Camera e Senato, a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione ed alla pubblica opinione affinché si ripensi interamente l’opportunità di adottare provvedimenti ingiustificati ed inefficaci, ma per converso “eversivi” del sistema dei valori costituzionali, destinati a determinare una profonda regressione del livello di civiltà e un’intollerabile svolta autoritaria del nostro ordinamento.
Roma, 23 febbraio 2009

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
Il Presidente Il Segretario
Prof. Avv. Oreste Dominioni Avv. Lodovica Giorgi


(12 marzo 2009)"

Lo stato di diritto viene smantellato giorno per giorno, quella che era un democrazia sta diventando l'oligarchia di pochissimi. Da più parti viene espressa la volontà di controllare in modo autoritario internet. Per quanto ancora potremo esprimere la nostra opinione? In Italia sta finendo la libertà di esprimere liberamente la propria opinione pubblicamente, contestare il governo sta diventando motivo di repressione (vedi per es.  qua, dal blog di Beppe Grillo). Ho paura della mia nazione, sta violentando i cittadini. I miei nonni fecero la Resistenza, se avessimo la forza e il coraggio sarebbe ora di ricominciare a combattere, in modo non violento.

postato da: ridarella alle ore 09:52 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 11 marzo 2009

Leggere attentamente le avvertenze

Non so bene che cosa scrivere, questo post è solo per evitare lunghe assenze dal blog.
Ho finito un libro "Non avevo capito niente" di Diego de Silva, molto interessante. Un po' a metà tra Gianrico Carofiglio (è la storia di un avvocato) e Paolo Nori (scrittura non lineare, a volte quasi per libere associazioni).
Per chi non l'ha visto consiglio di vedere il film di Watchmen, tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore. Ma ATTENZIONE!!!!! è un film da vedere responsabilmente. Cioè: NON è un film di supereroi! sono 161 minuti  di dialogo, non c'è alcuna enfasi sulle abilità di combattimento dei personaggi. Questa precisazione dovrebbe essere inutile, ma, dopo l'esperienza di sabato sera, preferisco scriverla. C'erano infatti un branco di tredicenni vita-bassa-altezza-coscia, acne, pettinature-tutte-uguali che, trovandosi spiazzati di fronte al film (si aspettavano i supereroi di cui sopra) hanno pensato di passare il tempo importunando gli altri spettatori, urlando i loro fottuti e inutili commenti a ogni singola battuta dei personaggi. Tornando al film, devo dire che è fedelissimo al fumetto (a parte la storia dei pirati che nella distribuzione cinematografica del film non c'è). Le inquadrature sono pari pari le vignette e i gli attori ritraggono quasi fedelmente i personaggi disegnati. Eccellente scelta di colonna sonora (credo quasi tutti brani del passato (soprattutto anni 60,70,80)). La messa da requiem di Mozart alla fine è davvero emozionante.

postato da: ridarella alle ore 13:49 | link | commenti
categorie: libri, film
venerdì, 06 marzo 2009

Lo pubblicano!

è finito un inferno, cominciato nel novembre 2007.

postato da: ridarella alle ore 22:41 | link | commenti (2)
categorie: phd
giovedì, 05 marzo 2009

A volte succede

è strano, ieri pomeriggio mi sono divertita a fare il mio lavoro. Mi chiedo: mi era mai successo prima?

Segnalo questo sito, al cui appello ho dato la mia adesione.

postato da: ridarella alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: phd
lunedì, 02 marzo 2009

Intanto diffondo

Intervista a Gioacchino Genchi:

postato da: ridarella alle ore 13:59 | link | commenti
categorie: storia