Vi presento Fanny, il mio nuovo spazzolino.
Ho passato la serata in modo abbastanza insolito: a fare garganelli e tagliolini all'uovo e ad ascoltare la diretta di krock. Essendo la prima volta che mi cimentavo con i garganelli, l'unico modo che mi è venuto in mente per arrotorarli è usare una bacchetta del ristorante cinese.
La colona sonora si è mantenuta altrettanto anticonvenzionale: brani sconosciuti di artisti italiani (alcuni famosi) degli anni 60-70, spaziando dal primissimo Pino Daniele, a un brano assolutamente geniale di Pippo Franco (America), e, tra gli altri, Giorgio Gaber e Skiantos.
Ce la farò domattina a tenere fede al mio attuale proposito e andare a nuotare alle 7 prima di andare al lavoro?
(ATTENZIONE: Nel post seguente avrete una dimostrazione di quanto può essere squisitamente inutile un blog)
Lunedì ho comprato la mia prima melanzana e stasera l'ho cucinata. Un altro cibo vagamente salutare e poco calorico che viene cancellato dall'indice oscuro dei cibi che mi fanno schifo. Va a fare compagnia all'insalata, allo yogurt, alla marmellata (quelle molto dolci e anche un po' finte, micca quelle fatte in casa che sanno ancora troppo di genuino e non tossico), al finocchio. Tutte cose che ho cominciato ad apprezzare nella vita da fuorisede (lo yogurt in particolare si è manifestato un giorno ai miei occhi come un miracolo di efficienza: è già pronto, apparentemente salutare ma sotto sotto sa essere anche molto porco, vedi Muller con i cereali al cioccolato oppure bianco intero con le scaglie di ciocclato fondente i biscotti e i cereali possibilmente cioccolatosi [e mi è venuto in mente adesso ma a 'sto punto facciamo 31 anche con lo sciroppo d'acero]).
ho fuso un reggiseno
il bucato è diventato tutto celeste
70°C forse sono un po' tanti
ma almeno adesso ho due paia di mutande azzurro patriottico
Dopo l'ecatombe elettorale, svaghiamoci.
Oggi sono andata in palestra. Ora quando si sculetta su e giù da uno step, non capisco perché tutti quanti hanno un'espressione seria. Vabè la fatica, ma alla fine della fiera stiamo sculettando su e giù da uno step, un'attività non particolarmente intelligente. Comunque. A un certo punto non ce l'ho più fatta, eravamo nella seguente situazione: una ventina di donzelle, l'istruttore sempre rigorosamente in bianco e un solo altro uomo assiduo frequentatore dell'aerobica, tutti in ginocchio davanti allo step (specifico: con le cosce in verticale e la schiena in orizzontale, così: _|- ). Dietro di noi tutte le macchine, le biciclette, il tapis roulant, i pesi, e i relativi maschioni ormonati puzzolenti e sudanti (anche loro a quanto pare a lutto, sfoggiando facce serissime da esercitazione militare e regalandoci versi di sofferenza soavi da uomo di Neandertal che solleva bilancieri). Ci teniamo sulle braccia con le mani sullo step. Appena assunta questa posizione l'istruttore ha giustamente urlato con la sua vocetta acuta e ammiccante "quelli dietro ringraziano...".... La state vedendo l'immagine già vagamente equivoca? Avete la prospettiva di tutti questi culetti al vento? Ecco, ora vi illustro l'esercizio. L'esercizio consisteva nel roteare in modo circolare il suddetto culo, prima in senso orario poi in senso antiorario. A quel punto non ce l'ho più fatta, ho dovuto scoppiare a ridere altrimenti sarei esplosa. Che bella invenzione l'aerobica, dovrebbero metterla negli spettacoli di cabaret.
Sono appena rientrata dalle vacanze di Pasqua. E fuori c'è una bufera di neve.
Si è scatenata nel giro di due minuti da quando ho messo piede in casa e me ne sono accorta quando per email mi hanno detto che dovevo portarmi i vestiti pesanti perchè a trieste stava nevicando.
questa nevicata ha un suo fascino, l'unico dettaglio è che devo ancora fare la spesa.
Continuo a drogarmi di storie, mi stanno insegnando a mettere in pausa il mondo per un po' di tempo (voci italiane in questi giorni: Vitali, Camilleri, Guicciardi). E mi accorgo con piacere che, dopo mesi di silenzio comunicativo, anche la musica riesce di nuovo a narrarmi storie, di oggetti astratti, di pensiero e percezione, non persone, non luoghi, ma semplicemente matematica ed emozioni. Devo ammettere invece la mia difficoltà a confrontarmi con l'arte figurativa, purtroppo faccio molta fatica ad ascoltare le infinite storie narrate nella pittura e ancora di più nella scultura e nell'architettura.
Ora cadono grossi fiocchi pieni e pesanti, sparati in modo disordinato e arrabbiato dal vento onnipresente in questa città.
un paio di stivali
un paio di jeans
vestiti
il mio maglione esistenzialista viola
biancheria
beauty case con trucchi (nuovi)
ombrello
circa 3 € in monete
2 libri della biblioteca
la pergamena della laurea triennale
HO LASCIATO LA VALIGIA SUL TRENO!!!!!
Template by splinder.com