"Feel / my ass, touch / my ass, lick / my ass". Questo è il testo di una canzone usata stasera per l'aerobica. è l'istrutture a scegliere la musica. A questo punto mi chiedo: ma l'inglese lo sa? Faccio notare che le altre allegre donzelle sembravano non essersi accorte di niente di strano. Mah
Dopo l'ecatombe elettorale, svaghiamoci.
Oggi sono andata in palestra. Ora quando si sculetta su e giù da uno step, non capisco perché tutti quanti hanno un'espressione seria. Vabè la fatica, ma alla fine della fiera stiamo sculettando su e giù da uno step, un'attività non particolarmente intelligente. Comunque. A un certo punto non ce l'ho più fatta, eravamo nella seguente situazione: una ventina di donzelle, l'istruttore sempre rigorosamente in bianco e un solo altro uomo assiduo frequentatore dell'aerobica, tutti in ginocchio davanti allo step (specifico: con le cosce in verticale e la schiena in orizzontale, così: _|- ). Dietro di noi tutte le macchine, le biciclette, il tapis roulant, i pesi, e i relativi maschioni ormonati puzzolenti e sudanti (anche loro a quanto pare a lutto, sfoggiando facce serissime da esercitazione militare e regalandoci versi di sofferenza soavi da uomo di Neandertal che solleva bilancieri). Ci teniamo sulle braccia con le mani sullo step. Appena assunta questa posizione l'istruttore ha giustamente urlato con la sua vocetta acuta e ammiccante "quelli dietro ringraziano...".... La state vedendo l'immagine già vagamente equivoca? Avete la prospettiva di tutti questi culetti al vento? Ecco, ora vi illustro l'esercizio. L'esercizio consisteva nel roteare in modo circolare il suddetto culo, prima in senso orario poi in senso antiorario. A quel punto non ce l'ho più fatta, ho dovuto scoppiare a ridere altrimenti sarei esplosa. Che bella invenzione l'aerobica, dovrebbero metterla negli spettacoli di cabaret.
Ieri sera l'abbiamo fatto davvero, abbiamo sculettato (più precisamente: "rilassiamo il gluteooooooh!")
Ok, torno un attimo indietro.
Da settembre ogni tanto vado in palestra alla lezione "total body aerobics", due volte alla settimana. Per chi non mi conosce questa notizia è irrilevante. Per chi mi conosce è sconvolgente. Teniamo presente che: non mi piacciono gli sport con tanta gente (figuriamoci poi quelli di squadra), non mi piace il ballo, non mi piace la palestra, non ho equilibrio, non ho coordinazione. Quest'anno a settembre presi la decisione che avrei dovuto fare dello sport, ma la piscina vicino a casa mia è sempre piena, perciò mi sono rassegnata all'idea della palestra. Sono andata una volta in palestra con una ragazza assidua frequentatrice e, per puro caso, mi sono ritrovata alla lezione di aerobica, perché lei andava a quella.
LA LEZIONE: Ora la lezione è strutturata più o meno in due parti: la prima di aerobica vera e propria, con lo step normalmente, la seconda di cose più statiche tipo addominali, stretching, cose che assomigliano di più allo yoga.
LE AVVENTURE DEL NOSTRO EROE: Il primo impatto appena comincia la lezione è il crik-crok delle mie articolazioni. Tutto è fatto a ritmo di musica e normalmente di un certo tipo di esercizio se ne fanno, a velocità crescente, una, due, quattro e otto ripetizioni. Data la mia coordinazione da mortadella, tipicamente arrivo a capire correttamente la sequenza giusta di passi, saltelli, piede destro avanti, calcio con la sinistra, piede sinistro sullo step, braccia avanti, etc alla... diciamo settima ripetizione, con sommo divertimento delle persone che nel frattempo ci guardano dal tapis roulant o dalle macchine infernali per il body building. (Faccio notare che questi martiri li vedi comparire in posizioni da pipistrello appiccicato a un albero per fare gli addominali). L'altro momento ameno sono gli esercizi di equilibrio: se gli altri stanno su un piede solo continuativamente diciamo un minuto, io comincio a barcollare dopo 8 secondi e di solito me la cavo appoggiandomi su due piedi almeno tre o quattro volte.
MA PERCHE'?: Notiamo che nella mia vita quotidiana, non avendo la macchina e non amando l'ascensore, faccio comunque un sacco di gradini e di strada in salita. Quindi è solo puro autolesionismo (e gusto dell'autoironia).
L'ESTETICA: Un aspetto notevole dell'aerobica è l'estetica, mi spiego, l'aerobicanda(o) standard ha il pantajazz nero a tre quarti, il reggiseno (se è aerobicanda) supercomprimitette (di solito nero, raramente bianco con gli spallini incrociati diversi da quelli della canotta) o se è un uomo il pantaloncino superevidenziapacco, la magliettina aderente nera (raramente bianca), le scarpe da ginnastica con il design opportuno, calze rigorosamente bianche con il logo della marca. Come mi presento io: ho tre pantaloni possibili, grigi ma non aderenti (di solito li uso per le pulizie), un paio rossi larghi, un paio blu brillante abbastanza evidenziaculo devo ammettere. La mie magliette: rossa del CUSB di bologna, canotta beige a contorni verdi, canotta rossa. Diciamo che nel panorama in bianco e nero si notano come il vestitino rosso della bambina di Schindler List.
Sono tuttavia giunta alla conclusione che i più fighetti sono quelli che fanno Fit-box.
MA NON BASTA: Tra gli strumenti di tortura delle lezioni di aerobica, ieri c'è stato un grande ritorno: l'elastico. Veramente mi veniva troppo da ridere dalla stupidità primordiale di quello che stavamo facendo (e stavamo pagando per fare). Un simpatico elastico da mettere attorno ai piedi (nella versione seria) e fare passetti avanti e dietro destra e sinistra o, attenzione, da tenere con una mano e tirare con l'altro, un'attività veramente profonda.
LA MUSICA: normalmente nella prima parte c'è dell'anonima musica tunze-tunze e nella seconda musica new-age da ascensore. Ieri però hanno regalato: durante la prima parte a un certo punto è partita una base tunze-tunze con il seguente testo:
sex / anytime / anywhere / right now / oh yeah
con pennellate di versi animaleschi “ah-a-a-ah”.
notevolissimo, mi scappava troppo da ridere. Mentre per la seconda parte ho apprezzato la scelta: disco di Eric Clapton con Cocaine, e altre famose, ma soprattutto “Wonderful tonight”. E lì mi sono scompisciata dalle risate, non so se qualcuno di voi ha mai ascoltato il testo di quella canzone.
Ma passiamo alle cose serie: ieri sera ho fatto il tiramisù con mezzo chilo di mascarpone, cioccolata, 4 uova. Colesterolo per una brigata di paracadutisti ormonati che non vanno in licenza da ventiquattro mesi.
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